
Nella giornata di venerdì 4 settembre 2026, durante l’anteprima di Cocco…Wine, il Consorzio Cocconato Riviera del Monferrato – in collaborazione con Go Wine – ci ha accolti nei locali dell’Enoteca Regionale di Albugnano per raccontarci la genesi di questo luogo attraverso una dettagliata masterclass condotta da Gianpiero Gerbi.

Ad Albugnano, dal punto più alto della Riviera del Monferrato – a 549 metri sul livello del mare – la vista spazia sulla Collina Torinese (dove svetta la Basilica di Superga), sull’antistante borgo di Cocconato – seconda vetta della Riviera con i suoi 491 metri di altitudine – e sul “mare” di dolci pendii del Monferrato Astigiano. Nelle belle giornate di sole, le frecce del Belvedere La Motta indicano anche luoghi più lontani: Milano, Savona, l’Appennino Ligure.

In epoca preistorica, questa zona era realmente un grande mare: il Mare Padano. Lo scioglimento dei ghiacciai dell’Arco Alpino ha dato origine a grandi fiumi che trasportavano enormi quantità di detriti.
Questo fenomeno di erosione ha creato rilievi e colline che pian piano sono emersi dal fondale marino. La prima a spuntare dalle acque fu la Collina Torinese.

«La Riviera del Monferrato si trova nel Basso Monferrato Astigiano ed è una Terra di Mezzo tra la Collina Torinese, il Chierese e la Valtriversa» racconta Gianpiero Gerbi.

La posizione particolare di questo angolo di Piemonte dona al territorio un microclima mite. Un’altra caratteristica distintiva è il cuore di gesso sotto le stratificazioni di marne e sabbie. Non una vena di gesso come nelle Langhe né un plateau come in Champagne, bensì un substrato gessoso che si estende in profondità. Il calcio trasportato dai fiumi che hanno eroso le montagne ha incontrato sul suo cammino fonti solforose. Dall’incontro tra calcio e zolfo è nato il gesso.
Questo terroir è particolarmente vocato alla coltivazione della vite. Nel parco vitato della Riviera del Monferrato troviamo in particolare vini da uve:
- Barbera – elegante, fresca e meno concentrata rispetto ad altre zone del Piemonte;
- Freisa, un tempo tradizionalmente vinificata mossa e con un po’ di residuo zuccherino, oggi reinterpretata in versione secca e con un profilo fruttato e speziato, dai tannini importanti;
- Nebbiolo, già coltivato in queste zone dai canonici di Vezzolano, vitigno chiave nella Doc Albugnano;
- le aromatiche malvasia di Schierano e malvasia nera lunga (che cresce solo in questo areale) utilizzate per la Malvasia di Castelnuovo Don Bosco Doc.

L’enologo Gianpiero Gerbi ci ha guidati in una degustazione di 8 vini del territorio, per farci scoprire le caratteristiche distintive della Barbera d’Asti Docg giovane e fresca, di due annate a confronto di Freisa d’Asti Doc nella sua reinterpretazione secca e di tre interpretazioni di Albugnano Doc. A chiudere, due bollicine: una Freisa spumantizzata con metodo Martinotti e lo spumante dolce Malvasia di Castelnuovo Don Bosco Doc.

Gastronomia
«Cocconato, capitale della Riviera del Monferrato, ha mantenuto la presenza di cantine storiche nell’area e ha dato il via all’enoturismo in Riviera, garantendo la qualità della ristorazione e dell’ospitalità», commenta Luigi Dezzani, rappresentante del Consorzio Cocconato Riviera del Monferrato.
Vale la pena arrivare fino qui anche per assaggiare alcune specialità simbolo della gastronomia locale, come la Robiola di Cocconato, i salumi e i formaggi prodotti nelle piccole aziende a conduzione familiare, i gelati artigianali di Alberto Marchetti.

Non solo vini e specialità locali
La Riviera non è solo un territorio vitato: custodisce gioielli per gli amanti dell’arte come la Canonica di Santa Maria di Vezzolano ad Albugnano, borghi storici del calibro di Cocconato – insignito della Bandiera Arancione del Touring Club Italiano e inserito nella lista dei Borghi più belli d’Italia -, chiesette campestri immerse nel verde delle colline, castelli medievali che ci portano indietro nel tempo, percorsi di trekking e strade panoramiche.
Testi e Foto di Laura Norese





