Nel 1974, il vino bianco piemontese Gavi, prodotto esclusivamente con uve Cortese coltivate in soli 11 comuni della zona intorno al comune omonimo, ha ottenuto la DOC.

Oggi, nel 2024, cinquant’anni dopo, celebriamo l’anniversario con una masterclass intitolata “La sostenibilità, la longevità, la resilienza del Cortese in occasione dei 50 anni della Doc Gavi“.
Durante l’evento, guidati da Gianni Fabrizio, esperto di vini di Gambero Rosso, e Davide Ferrarese, agronomo del Consorzio di Tutela del Gavi, abbiamo degustato nove annate provenienti da nove cantine diverse.

La degustazione si è svolta negli spazi luminosi e panoramici della sala degustazione della nuova sede del Consorzio.
I vini in degustazione
Gavi del Comune di Gavi Docg, Rovereto – Picollo Ernesto Rovereto – 2023
Fresco, tipico, dai sentori di mela, fiori e frutti bianchi, con una leggera nota mandorlata sul finale perfettamente integrata. Equilibrato e caratteristico.
Perfetto per chi è alla ricerca di un vino giovane e di bella beva.
Gavi Docg Tenuta San Lorenzo – 2022
Al naso fantastiche note di pietra focaia, erbe mediterranee, iodate. Ricorda le brezze marine. Complesso, salino, lungo, dal buon corpo. Un vino bianco di ottimo livello!
Gavi del Comune di Gavi Docg – Carlo – Marchese Luca Spinola – 2021
Note di frutta bianca, sottobosco, felce. Al sorso è sapido, succoso ed equilibrato.
Gavi del Comune di Gavi Docg – GG – Produttori del Gavi – 2020
Le note di erba fresca e rosmarino danzano con sensazioni salmastre e minerali. In bocca è grasso, corposo e persistente.
Gavi del Comune di Tassarolo Docg Riserva, Vigna Madonnina – La Raja – 2019
Intenso, tipico, con note di macchia mediterranea, fiori bianchi, felce. Alla beva è fresco, fruttato, equilibrato. Cinque anni e non sentirli.
Gavi del Comune di Tassarolo Docg, Il Mandorlo – Tenuta San Pietro – 2017
Naso intenso e complesso dal bel bouquet di erbe aromatiche, sensazioni di frutta secca, fiori bianchi. Caldo e persistente: al retrogusto si ritrovano le stesse sensazioni percepite al naso, e si aggiungono accenni di miele e cereali.
Gavi del Comune di Gavi Docg – Montessora – La Giustiniana – 2016
La pietra focaia è la sensazione olfattiva più marcata, a seguire cambia e troviamo, i fiori, il rosmarino, il timo. Complesso, gustoso, sapido, perisistente, dalla grande freschezza che non dimostra alcun segno di cedimento. Veramente un ottimo vino.
Gavi Docg Riserva, Vigna della Rovere Verde – La Mesma – 2015
Un naso veramente impressionante: intenso, complesso dalle note marine alternate, profumi di bosco. Gli aromi di un territorio ritrovati in un calice. Al sorso è salato, complesso, dalla bella armonia. Complimenti alle produttrici!
Gavi del Comune di Gavi Docg – Monterotondo – Villa Sparina – 2013
I profumi si sono evoluti sulle note di frutta secca e tostata. In bocca è denso e strutturato. Un bel vino.
Il Consorzio Tutela del Gavi
Fondato nel 1993, il Consorzio Tutela del Gavi è stato designato dal Ministero dell’Agricoltura Italiano per promuovere, valorizzare e difendere la denominazione Gavi DOCG a livello nazionale e internazionale, tutelando gli interessi di tutta la filiera, supportando produttori, vinificatori e imbottigliatori degli 11 comuni di produzione.

Le tipologie del Gavi
- Tranquillo (99% della produzione).
- Frizzante.
- Spumante (in particolare metodo classico; permanenza sui lieviti minima è di 6 mesi).
- Riserva (esce sul mercato dopo almeno un anno di affinamento).
I numeri del Consorzio
- 190 aziende associate al Consorzio di Tutela.
- + 500 famiglie impiegate nella filiera.
- 1.600 ettari complessivi della denominazione Gavi.
- Altitudine media delle vigne compresa tra i 180 e i 450 metri sul livello del mare.
- Rese di 95 quintali per ettaro.
- 11 comuni di produzione, tutti in provincia di Alessandria (Bosio, Carrosio, Capriata d’Orba, Francavilla Bisio, Gavi, Novi Ligure, Parodi Ligure, Pasturana, San Cristoforo, Serravalle Scrivia, Tassarolo).
I numeri del Gavi Docg
- 14 milioni di bottiglie prodotte.
- 85% il volume dell’esportazione.
- Esportato in oltre 100 i paesi.
- Doc dal 1974.
- Docg del 1998.
- 100% uva cortese, vitigno autoctono del Monferrato.

Il Gavi DOCG, è fresco ed elegante, nelle annate giovani; non teme l’ossidazione e con l’affinamento in bottiglia acquisisce note complesse che rivaleggiano con i grandi bianchi famosi nel mondo. È un vino versatile estremamente apprezzato sui mercati internazionali, in particolare nel Regno Unito.

Il territorio di produzione si distingue per tre tipi di suolo:
- Argille rosse o Terre Rosse
Fascia settentrionale della denominazione, dai suoli di colore rossastro, a prevalenza argillosa, ricchi di ferro, composti da depositi alluvionali accumulati formatisi ad opera della lenta azione erosiva dei fiumi. - Terre bianche.
Suoli poveri e duri, composti da marne tufacee di origine marina, ricche di microelementi e fossili. I più vicini all’Appennino Ligure, con altitudini superiori ai 400 metri di quota. - Fascia centrale con alternanza di marne e arenarie.
Terreni misti di argille, sabbie e ciottoli dove non mancano terrazzamenti fluviali, formazioni marine e rocce derivate da crosta oceanica.

In tre decenni, il Consorzio ha sostenuto e valorizzato la Denominazione con iniziative diverse:
- Selezione clonale delle viti in collaborazione con gli esperti del CNR.
- Dettagliata analisi del territorio attraverso le carte di assolazione che caratterizzano le diverse aree della denominazione.
- Progetto pilota per la difesa delle piante dalla malattia “Flavescenza dorata”.
I vigneti coinvolti, grazie all’adesione spontanea dei viticoltori, sono stati 53, nei quali sono state posizionate 954 trappole per il monitoraggio dello Scaphoideus titanus, vettore della Flavescenza dorata; 7.800 viti sono state monitorate per verificarne la sintomatologia, comprese quelle di ben 27 vigneti certificati biologici/biodinamici. Ai sopralluoghi per rilevare la presenza delle forme giovanili di Scaphoideus è seguita la definizione della data del primo trattamento, la posa delle trappole cromotattiche per monitorare la presenza degli adulti e, nel mese di luglio, il “Flavescenza time”, con l’obiettivo di trasmettere a tutti gli operatori (titolari e dipendenti) le conoscenze necessarie al riconoscimento dei sintomi e l’importanza dell’eliminazione delle viti colpite dai propri vigneti: un’esperienza riconosciuta come attività di aggiornamento per Agrotecnici e Agronomi iscritti ai rispettivi albi professionali. - Biomonitoraggio per la tutela delle api.
In collaborazione con Aspromiele: due arnie sono state posizionate nei dintorni del paese di Gavi. Campione di polline (da giugno a settembre compresi), sottoposti ad analisi multi residuali complete hanno dimostrato la sostenibilità ambientale della viticoltura nel territorio. - Monitoraggio Mal dell’Esca – UIV
i tratta di un progetto territoriale iniziato nel 2021, con l’adesione al monitoraggio nazionale delle malattie del legno lanciato da Unione Italiana Vini in collaborazione con l’Università di Firenze. Protagoniste 12 Aziende con 14 vigneti, per un totale di 7000 viti monitorate.

Fonte, mappa, foto dei paesaggi e numeri
- Ufficio Stampa Consorzio di Tutela del Gavi

