Othmar Kiem, giornalista enologico, specializzato in vini italiani per la rivista Falstaff, sarà ad Asti in occasione del Barbera d’Asti Wine Festival il 14 settembre per una masterclass che si terrà a Palazzo Alfieri dal titolo “Nizza, Bolgheri e Etna: tre esempi di eleganza”.

Qual è il suo punto di vista sul vitigno barbera e sul vino Barbera d’Asti in particolare?
“Barbera è un’uva fantastica. Dopo il Sangiovese è l’uva rossa più diffusa in Italia. Per questo la Barbera può anche essere considerata come espressione del vigneto Italia. Purtroppo è ancora sottovalutata, tanti consumatori, anche in Italia, percepiscono la Barbera ancora come vino poco espressivo, che dovrebbe avere un prezzo contenuto. Invece ha un grande potenziale: ha un bel frutto espressivo, l’acidità conferisce al vino una ottima freschezza, può avere sapidità e invita a bere anche un secondo calice. Barbara d’Asti, e ancor di più Nizza DOCG, sono la massima espressione del vitigno”.
Ha qualche ricordo in particolare che la lega alla Barbera d’Asti?
“Mi ricordo ancora benissimo il mio primo incontro con la Barbera d’Asti di un certo livello. Era la metà degli anni ‘90, la fama di Braida, di Giacomo Bologna e dei suoi vini mi portò in quel di Rocchetta Tanaro. Era un tardo pomeriggio di novembre e già sull’autostrada trovai dei banchi di nebbia. Appena lasciato il casello poi, davanti a me, vidi solo un muro fitto fitto di nebbia. Aiuto! Procedevo dal casello fino a Rocchetta Tanaro a 15, massimo 20 all’ora, seguendo sempre attentamente la striscia laterale della strada. Alla fine ho raggiunto l’azienda, e grazie alla calorosa accoglienza di Raffaella e Giuseppe Bologna ho trascorso una bellissima serata. L’altro ricordo intenso è più recente: parliamo di due anni fa, quando per prepararmi a una masterclass su Nizza e Barbera d’Asti a Zurigo mi recai in zona, visitando varie aziende, tra cui anche nuovi produttori”.
Come immagina la Barbera d’Asti tra dieci anni?
“Domanda da 100mila euro! Con un profilo più chiaro: Barbera come massima espressione delle terre attorno ad Asti. Con una più netta distinzione tra le varie denominazioni (Asti, Monferrato, Nizza, Piemonte). Barbera come vino genuino che può dare ottimi vini a tutti i livelli – anche tutti livelli di prezzo”.
Nizza, Bolgheri e Etna: tre esempi di eleganza: ci può dare qualche anticipazione sulla sua masterclass?
“Eleganza è uno dei megatrend oggi nel mondo del vino. In passato sono stati molto importanti forza e potenza. Ma sono delle categorie relativamente facile da raggiungere. Sempre di più l’attenzione, sia del professionista che del consumatore, è rivolta oggi verso l’eleganza. Con l’assaggio di due vini per ciascuna denominazione, andremo a scoprire in cosa si traduce oggi questo concetto di eleganza. Lasciatevi stupire!”

Marianna Natale è giornalista e comunicatrice specializzata nel settore enogastronomico; WSET level 2, sommelier Ais, Donna del Vino, collabora con testate locali e nazionali.