Intervista per la guida Slow Wine, edizione 2025.
Video registrato nel parco di Tenuta Santa Caterina a maggio 2024.
Tenuta Santa Caterina, lavora principalmente con vitigni ricchi di tannini come il grignolino, il nebbiolo e la freisa.
Luciana Biondo agronoma e AD di Tenuta Santa Caterina racconta: «Tutta la nostra impostazione agronomica, quindi la gestione dei vigneti, cerca il più possibile di rispondere alla domanda di vini più facilmente bevibili nonostante la componente tannica.
Mi riferisco alla gestione delle piante:
- dal momento della potatura
- alla gestione del verde
- al diradamento delle uve
- fino alla scelta del momento della raccolta.»
Sono tutte scelte tecniche condotte in vigna con lo scopo di ottenere la migliore maturazione per ogni singola varietà in funzione dell’annata.
«Tutte le componenti dell’uva — non soltanto il grado alcolico, ma anche la componente tannica, il colore e i polifenoli — devono raggiungere la loro migliore espressione.
Nei nostri vini i tannini sono “dolci”, ben integrati con il corpo del vino e questo favorisce la bevibilità.»

I nostri vigneti sono circondati da boschi, prati, ambienti naturali, coltivazioni, seminativi e prati da foraggio.
«Alle nostre spalle si vede una parte dei nostri 22 ettari vitati, e soprattutto la biodiversità del nostro Monferrato, che caratterizza il paesaggio. Questo valore aggiunto migliora l’equilibrio dell’ambiente e il paesaggio.

Tre ettari di parco circondano i vigneti, abbiamo anche un nostro laghetto, diventato ormai la casa di svariati insetti e uccelli.»

Abbiamo introdotto gli alveari nei nostri vigneti.
«Ospitiamo arnie che sfruttano le molteplici fioriture che abbiamo grazie alla tecnica del sovescio. Nel periodo autunnale e primaverile seminiamo un mix di cereali e leguminose: i fiori che crescono supportano gli insetti impollinatori. Le api bottinatrici possono svolgere la loro attività senza pericoli per la loro salute.»
Il Grignolino, che ha dei tannini “importanti”, è un vino che richiedere il giusto tempo di affinamento
«E a proposito di vini facili da approcciare – ma non di pronta beva: il nostro Grignolino Arlandino, (uve in purezza e affinamento in acciaio) ha un’ottima bevibilità, raggiunta con il tempo.

Gli abbiamo dato un tempo in bottiglia per completare il suo affinamento, per arrivare sulla tavola pronto per essere bevuto.
Per scelta, ai nostri vini facciamo fare un affinamento in bottiglia minimo di 9 -12 mesi, in modo tale che, quando vengono acquistati dal consumatore, siano pronti per essere bevuti.»