
14 ottobre 2025 – ore 11:00
Conferenza online
Associazione Deditus
I produttori dell’Associazione Deditus condividono i dati della vendemmia 2025 in una conferenza online, guidati dal giornalista de La Stampa Massimo Fiori.
«Deditus è nata nel 2011 con il nome di Accademia del Barolo, con l’obiettivo di promuovere il vino Barolo e il suo territorio. Siamo nove famiglia, che vivono e lavorano nelle Langhe. Orgogliosi dei nostri vini, testimoni dell’andamento della vendemmia anno dopo anno.
Soprattutto siamo un gruppo di amici, una squadra.
Questa conferenza stampa è per noi un’occasione per raccontare in prima persona le impressioni sulla vendemmia appena conclusa; un tema cruciale che deve essere comunicato nel modo giusto.» racconta il presidente di Deditus Gianni Gagliardo.
Clima, prospettive, dazi ed enoturismo: il punto dei produttori
Alberto Gagliardo — Poderi Gianni Gagliardo
Equilibrio idrico perfetto e uve sane per una vendemmia da manuale
«L’inverno è stato piovoso, con precipitazioni ben distribuite tra gennaio e metà maggio. Le temperature, piuttosto alte rispetto alla media, hanno registrato poche giornate sotto lo zero termico. La primavera, fino al 20 maggio, è trascorsa regolare, mentre il caldo è scoppiato subito dopo. Le piogge sono state perfette, da manuale, fino ad agosto. L’estate è stata calda, segnata dal passaggio del ciclone africano Caronte che ha spinto il termometro fino a 39 °C. L’autunno, invece, si è rivelato molto positivo, con un settembre estivo, un apporto d’acqua ideale e un clima equilibrato, caratterizzato da pomeriggi soleggiati e notti fresche con un’escursione termica di 10-15 gradi.
Le piogge primaverili hanno favorito un ottimo equilibrio idrico e anticipato leggermente il ciclo vegetativo. Quelle di maggio ci hanno spaventato un po’, ma la successiva svolta meteo e l’estate calda hanno permesso alla vite di svilupparsi con grande slancio vegetativo. Il bilancio idrico ha mantenuto le piante in perfetta salute. Abbiamo potuto lavorare con uve sane, bucce integre e precursori aromatici interessanti. Ora siamo pronti a iniziare un bel percorso in cantina.»

Eugenio Palumbo — Vietti
Annata regolare e uve in perfetto equilibrio tra zuccheri e acidità
«La vendemmia si è conclusa l’undici ottobre, al termine di una stagione regolare, con cicli climatici ben scanditi. Siamo riusciti a raccogliere le uve nel momento di perfetta maturità. La mia ventiquattresima vendemmia ci ha permesso di portare in cantina uve con il giusto equilibrio tra zuccheri, colore e precursori aromatici. Ci sono annate in cui fare vino è più facile: forse, dopo tanti anni di lavoro impegnativo, ci meritavamo un’annata più semplice.
Coltiviamo diverse zone e, nel Timorasso, la maturità era completa: un traguardo che spesso non si riesce a raggiungere. Quest’anno, invece, è stato possibile. Equilibrio e acidità sono molto interessanti: il parametro dell’acidità è da manuale per questa 2025. È ancora presto per dirlo, perché i vini sono in fermentazione sulle bucce, ma le premesse sono ottime.
Abbiamo raccolto le nostre uve in circa quaranta giorni, portando in cantina grappoli con un equilibrio ideale per ogni varietà. Per chi produce spumanti, la vendemmia si è prolungata ulteriormente, arrivando quasi a due mesi.»
Stefano Chiarlo — Michele Chiarlo
Annata equilibrata e gestione della vigna sotto il segno del caldo
«I periodi di caldo intenso hanno stimolato la resilienza della vite. Abbiamo capito che, con temperature elevate, non serve intervenire con grandi diradamenti: è meglio lasciare i grappoli coperti per proteggerli dal caldo in eccesso. La natura ha mantenuto un equilibrio spontaneo, soprattutto nelle vigne più vecchie, e l’uomo ha potuto limitare gli interventi.
Il nebbiolo ha maturato lentamente, favorito dalle escursioni termiche. È stata un’annata anticipata ma classica, paragonabile alla 2016 e alla 2020. Si è registrata una grande uniformità anche nella zona del Nizza, con una maturazione anticipata per il moscato d’Asti e per il Gavi, e rese contenute. Un’annata facile: ci aspettiamo vini di ottimo equilibrio.»

Gianluca Torrengo — Prunotto
Una vendemmia regolare, uve impeccabili e fiducia nel tempo
«Con uve così belle è fondamentale non sbagliare in cantina. La pianta si è adattata perfettamente al cambiamento climatico: gli estremi, che hanno visto alternarsi annate calde e annate piovose, hanno reso la vite resiliente e flessibile. L’uniformità è stata il tratto distintivo del vigneto, semplificando molto il nostro lavoro. Uve perfettamente sane, con un grado di maturazione estremamente equilibrato.
È stato facile avviare le vinificazioni dei bianchi e, soprattutto, di Barolo e Barbaresco. Colore profondo e profumo di rosa che ha invaso la cantina fin dai primi giorni. A differenza di altre annate, i precursori aromatici erano in ottima evidenza. Il colore è più cupo, il tannino dolce ed elegante. Alcuni vini stanno ancora fermentando sulle bucce. Le premesse sono buone: abbiamo le carte in regola per fare grandi vini! Grande materia prima, speriamo bene per il futuro.»
Zvonimir Jurkovic — Poderi Luigi Einaudi
Le Langhe: un territorio che risponde sempre a ciò che la natura offre
«La vendemmia per noi si è conclusa il 5 ottobre. Vivo nelle Langhe da trent’anni e considero questa terra una grande ricchezza. Fin dall’inizio ho avuto al mio fianco grandi produttori piemontesi e, nel tempo, ho costruito una mia idea del territorio. Mi affascina l’energia delle Langhe, un territorio che risponde sempre a ciò che la natura offre.
La qualità dell’uva del 2025 ci dà la speranza che nulla possa distruggerci. Tecnologia, ricerca e la grande forza della vite: tutti questi elementi insieme ci hanno permesso di partire da un ottimo prodotto per ottenere grandi vini.»
Luca Sandrone — Luciano Sandrone
Un nebbiolo resiliente e una viticoltura sempre più consapevole
«La fioritura perfetta, avvenuta in pochissimi giorni, ci ha garantito bacche omogenee e una straordinaria uniformità in vendemmia. L’uva era estremamente equilibrata, senza eccesso di zuccheri, a differenza di alcune annate precedenti. Siamo riusciti a distribuire il lavoro in cantina in modo ottimale, portando le uve con un tempismo perfetto.
Sono quasi alla mia quarantesima vendemmia: in questi anni è cambiato molto, nella viticoltura come nel clima. Ma ho notato che certe caratteristiche che un tempo sembravano difetti oggi si rivelano qualità. Il nebbiolo, che ci appariva troppo rigoglioso, oggi mostra proprio in questa vigoria la sua forza: è ciò che gli permette di resistere e germogliare anche in condizioni estreme.
Ha qualità agronomiche che mancano ad altre varietà. Il clima è cambiato e siamo cambiati anche noi, nel modo di operare. La conoscenza ci guida a fare le scelte giuste in base a come si presentano le annate. Da un lato un vitigno resiliente, dall’altro un uomo sempre più consapevole e una manodopera specializzata: insieme ci permettono di affrontare il cambiamento.»
Claudio Pirra — Pio Cesare
Un approccio moderno in cantina per esaltare il frutto e la morbidezza della vendemmia 2025
«Siamo di fronte, ci auspichiamo, a una grande annata, sostenuta da un’ottima disponibilità idrica del suolo. È fondamentale ciò che si fa in vigneto prima della raccolta: stiamo introducendo accorgimenti per rendere i vini più rotondi e approcciabili, senza perdere le caratteristiche del nebbiolo.
C’è una certa disomogeneità nelle vigne della nostra azienda, quindi è cruciale scegliere con precisione il momento giusto della raccolta. Anticipiamo leggermente la vendemmia per ottenere vini fruttati e dal colore brillante. Manteniamo temperature di fermentazione più basse per favorire l’attività dei lieviti, che lavorano con tenori zuccherini elevati. L’obiettivo è valorizzare l’espressione del frutto, che quest’anno prometteva molto bene.
Abbiamo abbandonato definitivamente i rimontaggi e ripreso le follature del cappello, così da estrarre i tannini in modo più delicato e ottenere vini con tannini dolci e rotondi. Le macerazioni restano di circa trenta giorni. La svinatura prevede la separazione tra vino fiore e vino di pressa, suddivisi in tre categorie per valutarne l’impiego. È la stessa strategia che adottiamo sia per il nebbiolo sia per la barbera.
Questi accorgimenti mirano a preservare le caratteristiche delle uve, aggiungendo al tempo stesso rotondità e grassezza ai vini, per confrontarsi con i grandi del mondo e avvicinarsi a un pubblico più giovane. Sfruttiamo così a nostro vantaggio il cambiamento climatico, che in alcuni contesti ha persino semplificato il lavoro. I grandi terroir si esprimono in tutte le annate, e le grandi vigne hanno sempre una marcia in più.»
Alberto Cordero — Cordero di Montezemolo
Uno sguardo sul mercato e sul futuro
«Il mondo del vino sta attraversando un periodo di grande evoluzione: emergono trend verso vini più giovani e con gradazioni alcoliche più contenute, mentre il contesto globale — tra guerre, incertezze economiche e tendenze salutistiche — impone riflessione. Quello che possiamo fare è analizzare il nostro territorio. Abbiamo una straordinaria unicità varietale, legata alle storie delle persone e ai paesaggi. Siamo fortunati rispetto ad altre aree più povere di contenuti e tradizioni.
Il mercato per ora è stabile, anche se il boom post-Covid si è ormai ridimensionato. È una fase stazionaria, ma può diventare un’opportunità per anticipare trend e affrontare le sfide future. La nostra associazione può lavorare in questa direzione: comprendere i cambiamenti, scegliere le giuste tecniche e approcciare il mercato senza snaturare la nostra identità.
I dazi non rappresentano ancora un problema concreto su cui trarre conclusioni. Abbiamo giocato d’anticipo, vendendo a inizio anno a prezzi ancora vantaggiosi. Vedremo cosa riserverà il futuro.
Per esperienza ho imparato ad andare cauto nella valutazione di un’annata nei primi mesi, evitando sia entusiasmi eccessivi sia pessimismo. Per esempio, la 2024 mi sembrava deludente, ma poi, a primavera, sto assaggiando vini con personalità interessante. Altre annate che parevano destinate a durare per molti anni si sono rivelate meno interessanti nel lungo periodo.»

Lorenzo Scavino — Azelia
Enoturismo in crescita costante: la Langa calamita di visitatori e appassionati
«Siamo molto soddisfatti dell’ultima vendemmia. Siamo esausti, abbiamo appena terminato ma siamo felicissimi: si è conclusa il 7 ottobre, in anticipo rispetto alla media. La Langa è una bolla a parte rispetto al resto del vigneto globale.
L’enoturismo continua a crescere costantemente di anno in anno. Negli ultimi tempi il flusso è aumentato del 400%, con oltre 1.500.000 pernottamenti e un turismo di altissimo livello. Questo fa riflettere su quanto la Langa sia unica al mondo: il turista che arriva in Langa è mediamente alto spendente, con alloggi di charme, ristorazione di alto livello, esperienza completa e culturale.
La Langa è una calamita: in autunno e in inverno concentra il maggior afflusso. Possiamo ancora incrementare le strutture ricettive, perché la domanda è alta e il turismo è diventato un elemento importante dell’economia locale.»
Grazie a Deditus e a Mailander – Communication & Media relation consultant per questa preziosa mattinata di condivisione dati e risultati.
Qualche informazione in più su Deditus
Deditus è l’Associazione di Produttori di Barolo che unisce nove famiglie storiche di vignaioli nelle Langhe, Patrimonio UNESCO.
Il nome, dal latino dēdo (darsi, dedicarsi), esprime l’assoluta dedizione che queste aziende hanno consacrato alla coltivazione delle vigne e alla valorizzazione della denominazione Barolo, il “Re dei vini”. L’associazione nasce come evoluzione dell’Accademia del Barolo, fondata nel 2010. Il suo primo nucleo si è costituito a fine anni Novanta con l’obiettivo di gestire l’Asta del Barolo, evento unico che dal 1998 promuove la denominazione.
Deditus è l’associazione nata nel 2011 che raccoglie l’esperienza e l’incondizionata dedizione al Barolo di famiglie storiche produttrici della denominazione: Azelia, Cordero di Montezemolo, Luciano Sandrone, Michele Chiarlo, Pio Cesare, Poderi Gianni Gagliardo, Poderi Luigi Einaudi, Prunotto, Vietti. Mission dell’associazione Deditus è quella di identificare e promuovere un profilo di Barolo con caratteristiche distintive, basate su tre principali cardini: tradizione, vigneti di proprietà e famiglia. Nel 2021 lo statuto è stato modificato per finalizzarlo anche alla promozione delle attività associative.
Fonte Ufficio Stampa