Colli Tortonesi, venerdì 27 marzo 2026.
L’anteprima Derthona 2.0 edizione 2026 è alle porte, e qual è il modo migliore per prepararci agli assaggi di timorasso se non una visita alle aziende del territorio?

Il tour dei vigneti ci ha portato in tre realtà molto interessanti, ma oggi voglio raccontarvi de La Stellara: una giovane azienda nel cuore dei Colli Tortonesi, condotta da una coppia che ha lasciato l’omonima attività di coltivazione di uve a Ovada per trasferirsi tra le dolci colline dipinte dal Pellizza nei suoi celebri quadri.
Simona Garbarino e Lorenzo Montobio ci accolgono a Volpedo (AL) nel loro vigneto di timorasso: 14 ettari a corpo unico piantati nel 2022 intorno alla cantina, alle cui spalle troviamo anche un ettaro di barbera.

Insieme hanno fondato l’azienda agricola La Stellara. Lorenzo, forte di una lunga esperienza in vigna, maturata nelle colline dell’Alto Monferrato Ovadese – dove per molti anni ha coltivato barbera, dolcetto e cortese – gestisce i vigneti; Simona, applicando le conoscenze acquisite dopo anni di lavoro in banca, si occupa della gestione di comunicazione, accoglienza, coordinamento e supervisione di ogni attività aziendale.

Si sono affidati all’esperienza dei migliori professionisti del settore per iniziare a vinificare in proprio tutte le uve prodotte e ai consigli di Walter Massa, naturalmente!

La zona di affinamento, costruita grazie al recupero di una stalla, è ordinata e luccicante, con una finestra panoramica che si affaccia sui vigneti: vasche in acciaio e qualche barrique.

«La prima vendemmia è stata nel 2024 con 40mila bottiglie prodotte,» – racconta Simona – «anche se le potenziali sarebbero 100mila, ma l’intenzione è di non superare le 80mila, vedremo a seconda dell’annata. La conformazione del nostro vigneto ci permette inoltre di utilizzare le vendemmiatrici automatiche; questo fa sì che il raccolto arrivi in pressa in condizioni ottimali.»

«Non compriamo uva e non la vendiamo, pressiamo sofficemente il timorasso e per la barbera usiamo solo il mosto fiore; nessuna torchiatura, usiamo il cappello come concime organico. Abbiamo scelto di chiudere tutte le nostre bottiglie con il tappo a vite. E siamo contenti della decisione: sull’export non è un problema e in Italia siamo stati piacevolmente sorpresi dalla risposta dei ristoratori.»

Anche le etichette valorizzano il territorio in omaggio alle opere del pittore locale Pellizza da Volpedo, autore del famoso quadro “Il quarto stato”.

I vini de La Stellara
Iniziamo gli assaggi con il Bianco dei Colli Tortonesi Piccolo Derthona 2024; un timorasso giovane e fresco che sosta in bâtonnage sulle fecce nobili per 5 mesi; verticale, agrumato e di ottima sapidità.
Il Bianco dei Colli Tortonesi Derthona 2024, invece, riposa per un anno sulle fecce e presenta corpo e complessità aromatica. Rappresenta un’evoluzione diversa delle uve raccolte dallo stesso vigneto.

«Anche se le barbatelle – provenienti dallo stesso vivaio – sono state piantate tutte nello stesso momento e con un unico clone di timorasso, in una parte della vigna, l’uva si esprime con una componente aromatica differente. Abbiamo deciso quindi di utilizzarla per la produzione del Bianco dei Colli Tortonesi Surge Derthona.» Simona e Lorenzo hanno individuato questo pezzo di vigneto come un cru dove l’espressione del timorasso è più interessante e lo hanno destinato al loro vino di punta.

Infine assaggiamo due vini a base barbera: il Rosato 2025 Uainot (marchio appena registrato) affinato in acciaio, delicato e dal bel color buccia di cipolla (ottenuto per salasso durante la produzione del rosso) e il Colli Tortonesi Barbera Pingo 2024, fruttato, fresco ed elegante.
Il Monleale, prodotto con uve della vendemmia 2024, è invece ancora in affinamento in barrique: probabilmente lo potremo apprezzare quest’estate.
Grazie al Consorzio Tutela Vini Colli Tortonesi per la perfetta organizzazione del tour.