Intervista di Marianna Natale a Patrizia Camatel, attrice, drammaturga, regista, formatrice teatrale della casa degli alfieri, coordinatroce delle attività dell’Ecomuseo BMA dal 2021.
Durante la presentazione di Oro Incenso Mirra – Presepi in Monferrato, si terrà, a cura dell’Ecomuseo BMA un momento di spettacolo dedicato ad “Artabàn. La leggenda del quarto Re Mago”, il poema contadino di Antonio Catalano che narra del Re Magio che ha smarrito la stella, ha vagato per trentatré anni impegnando la sua vita ad aiutare i poveri e gli oppressi, e infine è giunto a Gerusalemme il giorno della Crocifissione.
Che cosa rappresenta Artabàn e perché questa figura del “quarto Re Mago” continua a parlare al pubblico di oggi e affascinare?
“Il Quarto Re Mago è il più “umano” dei Magi. Non è una statuina da Presepe, fissata in posa per sempre.
Artabàn infatti “si perde”, fa strade alternative, erra per tutta la vita e intanto incontra il mondo e i bisognosi. Cosa c’è di più umano che sbagliare, cambiare piani, non sapere cosa fare e dove andare, e poi capire un giorno che proprio in quell’errare sta il senso?
Gli altri Magi vedono la Stella, vanno a Betlemme, tornano a casa, son sempre uguali a se stessi. Artabàn “diventa” se stesso mentre viaggia, pensa, aiuta il prossimo. E cosa c’è di più immortale e contemporaneo del tema dell’aiutare il prossimo, dell’accorgersi di chi ha bisogno (non solo di beni materiali)?
I Magi portano i doni noti, oro incenso e mirra, ma il Quarto Re è la nostra possibilità di chiedere un ulteriore dono, ciò di cui il mondo ha urgenza”.

Il viaggio di Artabàn unisce simbolicamente Natale e Pasqua: come nasce tradizione e quale messaggio desidera trasmettere?
“La figura senz’altro nasce nella mitologia del calendario contadino della nostra terra.
È lì che ne ha trovata un’orma il prof. Piercarlo Grimaldi, antropologo.
Egli ricorda il padre sarto che mentre cuciva salmodiava: “Quattro sono i tre Re Magi…” Una formularità antica, che attiene al mondo magico-rituale contadino e che unisce il momento della fine dell’annata agraria, dell’inverno, ai riti della rinascita primaverile”.
Il legame il Piemonte, il Monferrato in particolare, è forte: in che modo il territorio ha influenzato il racconto e la sua interpretazione scenica?
“Pur essendo Catalano di origine lucana, egli si è trasferito ad Asti con la famiglia fin dall’infanzia. Grazie al legame di amicizia e poi di collaborazione artistica con Luciano Nattino si è lasciato “impregnare” da storie popolari monferrine, come il Gelindo, altra figura del nostro presepe (che infatti appare nel racconto di Catalano). Per la composizione dell’operina poetica, pur partendo dai dati antropologici e letterari (ci sono in letteratura molti autori che hanno trattato la figura del Quarto Re, tra cui Pasolini), Catalano ha attinto dal suo mondo poetico che ci è ben noto, i personaggi “Meravigliati”, con occhi puri di bambini, che ancora si accorgono della bellezza che ci circonda e di quanto accade intorno a noi. Gli incontri di Artabàn (l’assetato, il ladrone, gli innamorati, la madre dell’Innocente…) formano una teoria di quadri in cui si sviluppa il tema dell’ascolto, del prendersi cura, dell’agire in prima persona.
Nella versione “catalanica” Artabàn giunge a Gerusalemme in tempo per incontrare Gesù risorto (altre versioni lo fanno arrivare alla Crocifissione, lì Artabàn muore sfinito ed è il primo ad entrare con Gesù in Cielo); dopo l’incontro, in cui i due si chiedono sostanzialmente “e ora cosa facciamo?”, entrambi si rimettono in cammino, ed ecco tornare a quel concetto tradizionale contadino dell’eterno ritorno dell’uguale, la circolarità dei ritmi della vita naturale, ma anche una riflessione sulla necessità di non sentirsi mai arrivati, mai chiusi al mondo e al suo divenire”.
Presentazione Oro Incenso Mirra – 25 novembre
Ecomuseo BMA Basso Monferrato Astigiano
L’Ecomuseo BMA Basso Monferrato Astigiano è uno dei primi fondati sul territorio della Regione Piemonte: istituito con L.R. 31/1995, (poi abrogata dalla L.R. 13/2018), dalla sua fondazione opera ininterrottamente sul territorio settentrionale della Provincia di Asti e di Alessandria. È gestito dall’Associazione Basso Monferrato Astigiano, ed ha ad oggi 70 Soci.
L´Ecomuseo BMA interessa la valle Versa, oltre ad un’ampia area che comprende più di settanta comuni, in gran parte della provincia di Asti e altri di quella di Alessandria. Obiettivo dell’ecomuseo è promuovere il territorio attraverso lo studio della storia naturale ed umana, la cultura locale, la vita contadina, gli insediamenti e l´ambiente.
Sono inoltre avviati programmi didattici volti a valorizzare la memoria del territorio utilizzando gli strumenti interpretativi delle arti, dalla letteratura, alla musica, arti della scena, arti plastiche, teatro di figura, fotografia, danza.
Inoltre, l’Ecomuseo BMA collabora con i settori produttivi artigianali e agricoli, che hanno il ruolo di perpetuare la memoria locale attraverso l’iterazione di un “saper fare” che si arricchisce di nuove tecnologie, nuove professionalità, nuove forme di finanziamento, ma che mantiene salde le radici nel proprio passato e nella propria tradizione.
Grazie ad una lunga collaborazione con il Gal BMA, sono sorti una serie di punti museali a carattere demoetnoantropologico.
Oltre ai punti museali, sono stati implementati o ricreati ex novo punti di memoria delle figure legate alla spiritualità astigiana.
Le iniziative e la progettazione per tale territorio, eccezionalmente vasto nel panorama ecomuseale piemontese, si sono connotate fin dall’inizio per l’intento di stimolare reti e scambi tra le piccole comunità locali, tenendo presente il loro comune carattere prettamente agricolo, legato al paesaggio collinare e vitivinicolo, ma senza trascurare la valorizzazione delle specificità che rendono ricco il Basso Monferrato, rendendolo sempre più, negli ultimi anni, meta di turismo di prossimità ed internazionale.
- La presenza eccezionale di biodiversità;
- l’importanza geologica e paleontologica delle sabbie astiane e del periodo Villafranchiano, studiate in tutto il mondo;
- le testimonianze architettoniche e di insediamento romane, medievali, barocche;
- la qualità del settore artigianale riferito alla trasformazione agroalimentare di pregio;
- la sopravvivenza di feste e ritualità tradizionali legate al calendario contadino;
- la presenza di personalità della Storia patria, della politica e della cultura il cui nome è andato ben oltre i confini provinciali (personaggi notevoli del Risorgimento, i Santi Sociali, Vittorio Alfieri, Gianduja e gli altri protagonisti del teatro di parlata astigiana, …).
Tutto questo patrimonio fa sì che l’Ecomuseo BMA, pur avendo numerosi punti museali di pertinenza, abbia sempre esplicato la sua attività nella valorizzazione “dal vivo” del territorio nel suo insieme, con particolare attenzione acreare o supportare iniziative di incontro, scambio, giornate di studio, feste e fiere, rinnovamento di ritualità, drammatizzazione ed animazione spettacolare, portando detto intento in piccoli e piccolissimi Comuni che altrimenti resterebbero ai margini di una progettazione culturale di qualità.
Coordina le attività dell’Ecomuseo BMA dal 2021 Patrizia Camatel, attrice, drammaturga, regista, formatrice teatrale della casa degli alfieri.
Intervista di Marianna Natale – iShock

Marianna Natale è giornalista e comunicatrice specializzata nel settore enogastronomico; WSET level 2, sommelier Ais, Donna del Vino, collabora con testate locali e nazionali.