Sabato 7 dicembre: una degustazione incredibile di Derthona, Il Montino e Santacroce. Timorasso a confronto dalle vigne di Vho e Sarezzano con Elisa Semino e Davide Ferrarese.
“Facciamo delle vinificazioni molto semplici per mantenere sempre la specificità del vitigno ed esaltare le differenze di espressione dovute ai suoli” così Davide Ferrarese, agronomo di famiglia, presenta la degustazione.
I primi assaggi sono dedicati all’ultimo nato, il Timorasso dalla vigna Santacroce piantata a Sarezzano su suoli marnosi, bianchi e friabili.
Le prime due annate andate in produzione sono la 2022 e la 2023.
La fermentazione di questo vino a differenza degli altri timorasso della Colombera avviene in tonneau di acacia non tostato.
Il 2022 fermenta completamente in legno. La produzione è poca: sole 2000 bottiglie. Elisa vuole sperimentare, convinta che questa novità possa funzionare bene. Per l’annata 2023, dopo il summit di famiglia con papà Lorenzo e con il compagno Davide, si passa ad un compromesso: il 50% della massa fermenta in tonneau e il restante 50% in vasche d’acciaio.
Le assaggiamo a confronto.
- Santacroce 2023: intenso, minerale, dai sentori di erbe aromatiche, pietra focaia, mela, maracuyá. Sapido, equilibrato. In anteprima e non ancora in commercio, fa davvero ben sperare!
- Santacroce 2022: appena uscito. Al sorso si percepisce una piacevole sensazione speziata. È burroso e rotondo. Molto buono. Il legno è senz’altro non invadente e ben usato; ma si sente. Questione di gusti, potrebbe sicuramente avere uno stuolo di fan!
La scelta? La 2023 per me è ha una marcia in più e il compromesso funziona.
“A casa mi hanno chiesto, con aria scettica, a cosa servisse quel tonneau.” – racconta Elisa – “Per il Timorasso: ho risposto! Sia papà sia Davide mi hanno guardato straniti, scuotendo la testa. Ma alla fine si sono ricreduti. I risultati ci soddisfano. Siamo contenti di come sta producendo la nostra nuova vigna Santacroce. E con Davide sto mettendo a punto la vinificazione, infatti dal secondo anno, metà della massa passa solo in acciaio.”
E ora Montino e Derthona, Derthona e Montino
Iniziamo un valzer tra le due etichette, viaggiando a ritroso nel tempo e assaporando prima uno e poi l’altro per capire quanto si assomigliano da giovani e quanto prendano ognuno la propria strada man mano che passano gli anni.
Colli Tortonesi Timorasso Il Montino 2022 – floreale, agrumato, dai bei sentori di erbe aromatiche. È burroso, sapido, dalla lunga persistenza. Promette e mantiene.
Colli Tortonesi Timorasso Derthona 2022 – balsamico, richiama intensi sentori mentolati, di maggiorana, agrumati che ricordano il lime.
Colli Tortonesi Timorasso Derthona 2021 (tappo Diam) – corpo e persistenza, i sentori minerali si fanno attendere.
Colli Tortonesi Timorasso Derthona 2021 (tappo a vite) – simile al suo gemello chiuso con tappo Diam, ma con profumi più intensi. A riprova che il tappo a vite sui bianchi dei Colli Tortonesi si comporta decisamente bene.
Colli Tortonesi Timorasso Il Montino 2021 – profumi intensi e complessi, un ottimo vino, con un sorso interessante e di grande equilibrio.
Colli Tortonesi Timorasso Derthona 2019 – una bella annata. Il naso è da manuale, la nota di pietra focaia è netta e intensa. All’assaggio non delude!
Colli Tortonesi Timorasso Il Montino 2018 – Grasso, corposo, saporito, persistente. Veramente un bel bere. Un vino decisamente interessante. Si comincia a giocare duro!
Colli Tortonesi Timorasso Derthona 2018 – al naso gioca tantissimo sulla balsamicità; al sorso è fresco, sapido ed armonico.
Colli Tortonesi Timorasso Il Montino 2017 – Il colore è dorato e intenso. Spezie orientali, zafferano, frutta secca. La leggera ossidazione rende il sorso interessante e ricco di sfaccettature. L’annata calda ha contribuito certamente a spingere su queste caratteristiche.
Colli Tortonesi Timorasso Derthona 2017 – balsamico, mentolato, coerente con le precedenti annate. Piacevole e di ottima bevibilità.
Colli Tortonesi Timorasso Il Montino 2015 – profumi intensi di frutta secca, nocciole, leggera mineralità. Un sorso con una punta di residuo, piacevole e armonioso.
Colli Tortonesi Timorasso Il Montino 2014 – Agrumato, intenso, minerale.
Colli Tortonesi Timorasso Il Montino 2013 in magnum – eleganza, finezza, grande intensità di profumi e un lunghissimo sorso dove tutte le componenti si fondono con perfetto equilibrio. Un gran bel bere.
Colli Tortonesi Timorasso Il Montino 2008 – Naso perfetto, tipico, coerente. Sorso burroso, di gran corpo. Canditi, frutta secca, note di idrocarburi lo rendono estremamente interessante.
Colli Tortonesi Timorasso Il Montino 2006 – Nocciole, frutta secca, leggere sfumature di pietra focaia. Intenso e persistente.
Colli Tortonesi Timorasso Il Montino 2003 – color ambrato, naso interessante e ricco di sfaccettaure. Al sorso sa di miele d’acacia, nocciole e mandorle ed è sostenuto da un bel corpo. 21 anni portati alla grande.
Terminiamo l’esperienza di degustazione con un assaggio di Colli Tortonesi Croatina Arché 2019, magistralmente abbinato a un dolce al cioccolato. Una pralina di cacao e nocciole, burrosa e dalla tendenza dolce esaltata dalla componente speziata e tannica della croatina. Un matrimonio che ai più potrebbe sembrare insolito, assolutamente da provare.
Durante la lunga degustazione abbiamo abbinato i vini ad alcuni piatti abilmente pensati e cucinati dallo chef Francesco Pugliese.