
Il progetto “Il Risveglio del Ceppo” conquista il Best Green Project per la sostenibilità ambientale; la cantina il Best Buyer Selection per il valore dimostrato sui mercati.
La Cantina Sociale Barbera dei Sei Castelli torna da Milano con due riconoscimenti che raccontano, in modo complementare, l’identità profonda di una realtà cooperativa radicata nel cuore dell’Astigiano.
Alla manifestazione Best Wine Stars 2026, svoltasi dal 16 al 18 maggio, la cantina ha ricevuto il premio Best Green Project per il progetto Il Risveglio del Ceppo e il premio Best Buyer Selection, riconoscimento assegnato dalle migliori selezioni del trade internazionale.
A ritirare i premi sul palco della manifestazione, domenica 17 maggio, c’erano Enzo Gerbi e Monica Meneghelli, coordinatrice del Progetto Risveglio.
Best Green Project al progetto “Il Risveglio del Ceppo”
Il Best Green Project, assegnato dalla giudice Camilla Manzato – Founder di VineRespect, canale web dedicato all’impegno per la sostenibilità nel mondo del vino, premia uno dei progetti più ambiziosi e innovativi mai sviluppati dalla Sei Castelli nel campo della sostenibilità viticola. Il Risveglio del Ceppo non è un’operazione di immagine né una dichiarazione di principio: è un programma operativo concreto, misurabile, documentato, che interviene sul patrimonio viticolo del territorio con un approccio scientifico e al tempo stesso profondamente rispettoso della tradizione.
Il progetto lavora su più fronti simultaneamente:
- il recupero di ceppi storici di Barbera a rischio di abbandono, il reimpiego virtuoso dei resti di lavorazione,
- la valorizzazione di pratiche agronomiche tradizionali reinterpretate alla luce delle conoscenze contemporanee.
Il risultato è un modello che non si esaurisce nella cantina che lo ha generato, ma che, come sottolinea la motivazione del premio, è per sua natura replicabile, e quindi potenzialmente utile all’intero comparto vitivinicolo del territorio.
«Questo premio ci onora enormemente, ma soprattutto ci conferma che la strada intrapresa è quella giusta – dichiara il presidente Maurizio Bologna -. Il Risveglio del Ceppo nasce da una convinzione semplice, ma radicale: che la sostenibilità vera non si annuncia, si pratica. Che non basta dichiarare di voler bene al proprio territorio, bisogna dimostrarlo con azioni concrete, misurabili, trasparenti. Siamo una cantina cooperativa, e questo significa che il nostro lavoro appartiene alle famiglie di viticoltori che ne fanno parte. Premiare questo progetto significa premiare anche loro, la loro fatica quotidiana, la loro scelta di rimanere legati a una terra e a un mestiere che richiede passione prima ancora che calcolo.»
L’enologo Enzo Gerbi, che, insieme a stretti collaboratori e all’Università di Torino, ha seguito il progetto fin dalla sua ideazione, aggiunge una prospettiva tecnica che illumina la portata dell’iniziativa: «Il Risveglio del Ceppo ci ha messo di fronte a una verità che chi lavora in vigna conosce bene ma che spesso si fatica a comunicare all’esterno: il patrimonio genetico dei vecchi ceppi è una ricchezza straordinaria, e perderlo significherebbe perdere qualcosa di irrecuperabile. Abbiamo lavorato per documentare, recuperare e valorizzare quello che c’era già, non per nostalgia, ma perché quei ceppi di Barbera con il loro sapere antico e naturale, contengono risposte ai problemi del futuro. La giuria ha capito questo e ne siamo grati.»

Best Buyer Selection
Il Best Buyer Selection è il risultato della selezione operata dai buyer professionali presenti alla manifestazione.
Si tratta di operatori del commercio nazionale e internazionale che valutano i vini con gli occhi del mercato, con la competenza di chi deve tradurre la qualità in proposta commerciale e la proposta commerciale in vendite reali.
In questo caso la valutazione è stata di Petri Viglione, finlandese di chiara origine italiana, da anni conoscitore e importatore di vini italiani in Finlandia.
Ottenere questo riconoscimento significa aver convinto chi il vino lo compra, lo distribuisce, lo propone ai consumatori finali. Significa che la qualità produttiva della Cantina Barbera dei Sei Castelli parla una lingua comprensibile e apprezzata anche fuori dal perimetro del territorio di origine.
Le parole chiave della comunicazione del progetto – storia, territorio, muusica, cultura – non sono formule vuote, ma coordinate precise di un posizionamento che la Cantina ha costruito nel tempo con coerenza, e che i buyer hanno riconosciuto e apprezzato.
Spiega Enzo Gerbi: «Questo secondo premio ha per noi un significato particolare. Il riconoscimento dei buyer professionali ci conferma che il lavoro che facciamo in cantina e in vigna trova risposta nel mercato; che la nostra identità, la nostra storia, il legame con il nostro territorio non sono elementi di folklore da esibire, ma valori reali che i consumatori cercano e che gli operatori del settore sanno riconoscere. In un mercato globale dove tutto tende ad assomigliarsi, essere riconoscibili per la propria autenticità è il risultato più importante che possiamo ottenere».
Fonte Ufficio Stampa