Jeff Porter è un giornalista e critico di vino americano che da alcuni mesi ha scelto di trasferirsi con la sua famiglia in Piemonte, a Torino. Scrive per Wine Enthusiast, rivista statunitense tra le più rispettate e influenti nel settore, con una forte specializzazione sui vini e sui produttori italiani.

All’interno del Barbera d’Asti Wine Festival, Porter proporrà una riflessione sulla Barbera in un’ottica internazionale, guidando la masterclass del 15 settembre alle 17 a Palazzo Alfieri ad Asti dal titolo “Giro di Barbera, una esplorazione intorno al mondo”.
Qual è il suo punto di vista sul vitigno barbera e sul vino Barbera d’Asti in particolare?
“La Barbera è una delle uve più divertenti, versatili e deliziose, non solo in Italia ma in tutto il mondo. È un vino contemporaneo, poiché può avere declinazioni fresche, vivaci e di facile beva, oltre a versioni strutturate e adatte all’invecchiamento. Un vino davvero per tutti. Asti rappresenta il cuore di questa espressione: vedo Asti come la “casa” della Barbera”.
Ha qualche ricordo in particolare che la lega alla Barbera d’Asti?
“Sono stato molto fortunato nella mia carriera professionale a trascorrere un gran numero di ore intorno a una bottiglia di grande Barbera d’Asti. Uno dei miei momenti preferiti è stato mentre giravamo “Sip Trip”, alla fine del 2018, e ci siamo seduti per gustare un piatto di polenta, uovo in camicia e tartufi servito con una Barbera d’Asti di oltre 20 anni. Un’esperienza e un ricordo sublimi”.
Qual è il suo Barbera d’Asti preferito? E tra i vini Barbera nel mondo, in generale?
“È una domanda difficile, ne ho molti! Vieni al seminario del 15 settembre e assaggia due dei miei preferiti dagli Stati Uniti, Gail e Houndstooth, e uno dall’Australia, Pizzini”.
Come immagina la Barbera d’Asti tra dieci anni?
“Finché i produttori capiranno che “più è meno”, credo che la Barbera continuerà a essere una categoria di vino forte. È più importante avere un vino di eleganza, struttura e profondità che un vino di potenza, carico di legno e alcol”.
Giro di Barbera, una esplorazione intorno al mondo: in cosa consisterà la sua masterclass?
“Assaggeremo due vini dagli Stati Uniti e uno dall’Australia insieme a due di Asti per vedere se il filo del “Barberaness” rimane e discutere come le varietà, al di fuori del loro paese d’origine, possano comunque produrre vini che hanno una connessione con la loro terra natale”.

Marianna Natale è giornalista e comunicatrice specializzata nel settore enogastronomico; WSET level 2, sommelier Ais, Donna del Vino, collabora con testate locali e nazionali.