Intervista per la guida Slow Wine, edizione 2026.
Video registrato il 24 luglio 2025 presso Tenuta Santa Caterina,
in località Cascina Piccinini a Grazzano Badoglio (AT)
«Questo è un vigneto di grignolino che è stato piantato dopo un lavoro durato un paio d’anni di selezione massale, quindi di scelta delle piante madri. Questo passaggio ha un’importanza particolare nel caso del grignolino, perché è un vitigno nobile con grandi potenzialità qualitative, ma che ha scontato per anni un interesse limitato.»

«Uno degli effetti negativi di questo scarso interesse è la mancanza di materiale clonale utile (di qualità e non di quantità). Solo valorizzando il germoplasma dei vigneti vecchi, si conserva l’informazione genetica originaria utile a produrre vini di qualità.»
Tenuta Santa Caterina, fin dal momento dell’acquisizione, negli anni 2000, ha puntato a valorizzare il territorio e ad adottare un approccio di sostenibilità a 360°.
«Prima di tutto la scelta della certificazione biologica: niente diserbanti chimici, solo concimazione organica, lieviti indigeni per le fermentazioni, vetro leggero, etichette in cotone, cartoni prodotti in buona parte con materiale riciclato, acquistati da fornitori certificati per il reimpianto delle foreste.»

«Cerchiamo inoltre di razionalizzare i consumi legati al trasporto, evitando spedizioni di cartoni singoli e organizzando consegne più ragionate, sia per l’Italia sia per l’estero, riducendo così la nostra impronta carbonica. Questo approccio è monitorato ogni anno: oltre alla certificazione biologica, realizziamo un bilancio di sostenibilità che ci impone di misurare i consumi energetici, l’impronta carbonica e anche l’impatto della gestione dei vigneti sulla sostanza organica del suolo, elemento strategico per la risposta al cambiamento climatico.»


Marianna Natale è giornalista e comunicatrice specializzata nel settore enogastronomico; WSET level 2, sommelier Ais, Donna del Vino, collabora con testate locali e nazionali.