Valli Unite, Costa Vescovato, Colli Tortonesi (AL).
Intervista per guida Slow Wine 2025 – 1 luglio 2024.
Quel giorno che per la prima volta sono stata Valli Unite e il vento non ci lasciava registrare il video, il cappuccio anti-vento del microfono è volato via, a me si spettinavano i capelli e a Daniele no! A me volava il vestito… ci siamo “riempiti gli occhi con un paesaggio stupendo!”
Il territorio dei Colli Tortonesi
“I Colli Tortonesi, sono un territorio molto importante non solo per il vino, qui coltiviamo anche grano, orzo, frutta, verdura. Ci occupiamo di ristorazione e allevamento: gli animali pascolano in libertà. È un luogo da scoprire, con molti angoli nascosti. La Val Borbera, ad esempio, è bellissima, con un fiume balneabile e un’identità rurale che sta finalmente venendo fuori.” racconta Daniele
Il mercato della pronta beva e il cambiamento climatico
Il cambiamento verso la “pronta beva” non può essere visto solo come una moda o un bisogno passeggero del consumatore: è qualcosa da guardare nella sua totalità.
È vero che oggi i consumatori cercano vini più leggeri, semplici. Forse non c’è più la pazienza di aspettare anni per un vino strutturato. È cambiato il modo di consumare, e il clima non aiuta.
È un argomento complesso, soprattutto per chi lavora in modo naturale e cerca di rispettare i tempi della natura.
Abbiamo un clima sempre più caldo, con gradazioni alcoliche in aumento e un’instabilità nell’acidità che non sempre ti permette di raccogliere quando vorresti.
Il periodo di vinificazione si è molto anticipato: oggi si inizia ad agosto per riuscire a mantenere una buona acidità, ma le temperature esterne sono ancora alte.
Questo porta a fermentazioni rapide e alla necessità di usare tecnologie. È diventato difficile produrre vini leggeri senza perdere varietale e identità territoriale.
Tra tradizione e mercato
Quando è arrivata la richiesta di vini più semplici, Valli Unite ha cercato di restare fedele alla tradizione, e ancora oggi cerchiamo di farlo.
Alla fine ci siamo dovuti un po’ arrendere al mercato: continuiamo a fare vini da invecchiamento, ma abbiamo semplificato le linee di vini più giovani perché era ciò che il mercato chiedeva.
Abbiamo anticipato le raccolte, accorciato i tempi di macerazione, e per i vini più strutturati abbiamo ridotto le quantità.
Questo comporta anche che alcune vigne vecchie vengano un po’ trascurate, dove le uve pur avendo grandi potenzialità, finiscono per essere usate in vini più semplici. È un equilibrio difficile da trovare: tra quello che vogliono i clienti e il desiderio di mantenere vivo un certo modo di fare vino.