Anna Maria Abbona, Da Farigliano a Monforte (CN) – maggio 2024
Intervista per la Guida Slow Wine 2025
Anna Maria Abbona racconta la genesi della sua prima Alta Langa dalla vigna di Marsaglia.
Un racconto “Slow” da uno dei paesaggi più “Slow” che abbia mai visto.
Le chiedo: cosa stai facendo per un mercato che chiede sempre più vini di pronta beva?
«Siamo nelle Langhe: un territorio con vitigni, terroir e condizioni climatiche che difficilmente danno vini immediati. Qui nascono vini che hanno bisogno di tempo per esprimersi, per mostrare profondità e complessità. Sono vini che vanno attesi. Rispettare i loro tempi e permettere loro di dare il massimo.
Forse non siamo nel luogo più adatto a produrre vini di pronta beva come li intende il mercato. Se però parliamo di vini “pronti da bere” — cioè già maturi quando arrivano sul mercato — allora sì, questo è il nostro obiettivo: proporre il vino quando ha completato il suo percorso di affinamento in cantina e in bottiglia, che è una fase fondamentale della sua maturazione. Il nostro è un lavoro fatto di tempi lunghi, e dobbiamo esserne consapevoli.»
Un progetto iniziato nel 2013 e concretizzato dieci anni dopo
«Questa bellissima vigna si trova su una collina a 640 metri di altitudine. Alle nostre spalle la cappella seicentesca dedicata a San Bartolomeo. Siamo tra i comuni di Marsaglia e Rocca Cigliè, in un vigneto di circa 3 ettari che abbiamo immaginato già nel 2013.
Avevamo visto questo terreno, esposto alle correnti fredde della valle dell’Arzola, e lo abbiamo scelto per il nostro Alta Langa. Abbiamo lavorato quasi due anni per sistemare i drenaggi — fondamentali per consolidare l’impianto — e nel 2015 abbiamo messo a dimora circa 14.500 piante, con la cura che si dedica a un vaso di gerani: una buca, un po’ di concime, la pianta e poi la terra sopra. L’85% è pinot nero, il 15% chardonnay, pensati fin dall’inizio per la cuvée dell’Alta Langa.
Nel 2019 abbiamo raccolto le prime uve — a questa altitudine le rese non sono elevate — e nel 2023 abbiamo presentato il nostro primo Alta Langa. Un progetto iniziato nel 2013 e concretizzato dieci anni dopo. Forse siamo lenti nei nostri obiettivi, ma questi sono i tempi della viticoltura, i tempi del nostro mestiere, e dobbiamo accettarli.»
Il Dogliani
«Il territorio di Marsaglia, Rocca Cigliè e Murazzano fa parte della zona dell’Alta Langa, che rientra anche nella denominazione Dogliani DOCG. Molti pensano al Dogliani solo per i comuni storici — Dogliani, Farigliano, Clavesana — ma in passato tutto questo territorio era dedicato al dolcetto, il nostro vitigno più tipico e tradizionale, a cui siamo profondamente legati.
Oggi il dolcetto vive un momento delicato, forse perché per anni si è associato il suo nome a vini semplici o “da tutto pasto”, considerati troppo economici rispetto ai reali costi di produzione. Ma ricordiamoci: siamo in Langa, su colline ripide e con rese contenute. Il dolcetto è un vitigno complesso da gestire, con internodi corti che richiedono moltissime ore di lavoro per ettaro.
Anche se può sembrare un vino immediato, il Dogliani ha sempre una bella profondità, un tannino deciso e una struttura importante. Non possiamo considerarlo un vino economico: i costi di gestione di un vigneto di dolcetto sono spesso superiori a quelli di altri vitigni di Langa.»