
“Un’annata nel complesso di ottima qualità, con maturazione regolare del Moscato Bianco. Ma serve il supporto delle istituzioni per affrontare il problema dei dazi americani.”

Sono queste le parole del presidente del Consorzio Asti Docg Stefano Ricagno in merito ai primi giorni vendemmia nei diecimila ettari della denominazione.
La raccolta delle uve è iniziata nella seconda metà di agosto – nelle zone precoci di bassa collina – e si pensa si concluderà entro la prima settimana di settembre in alta collina.
Attualmente le uve si presentano in condizioni fitosanitarie positive con una buona tenuta dell’acidità così come del quadro zuccherino e dell’aromaticità.
Sul fronte quantitativo la raccolta dovrà tenere conto della riduzione delle rese per la campagna vendemmiale 2025 passando da 100 a 90 quintali per ettaro, di cui 5 destinati allo stoccaggio.
Si tratta di misure di contenimento della produzione approvate dall’ente consortile con l’obiettivo di salvaguardare la denominazione in un contesto congiunturale sempre più complesso, aggravato anche dalla conferma dei dazi americani sul vino.
Per il presidente del Consorzio Asti Docg Stefano Ricagno: “Se le premesse per un’ottima vendemmia ci sono tutte, i dazi statunitensi rischiano di pesare come un macigno sull’Asti Docg.

Non solo per lo spumante, che già sconta il crollo degli ordini dalla Russia – suo primo mercato -, con il conflitto che sta presentando il conto; ma soprattutto graverà sul Moscato d’Asti, dove la tipologia è di casa e rappresenta negli Usa il 60% delle proprie vendite all’estero.
A ciò si aggiunge il rischio sostituzione con il Moscato locale che, seppur di minore qualità, diventerà ancora più accessibile in termini di prezzo.
Una tempesta perfetta per noi, che stiamo cercando di arginare anche attraverso misure di contenimento per preservare l’equilibrio tra la domande e l’offerta, ma ci vuole il sostegno delle istituzioni“.
Fonte Ufficio Stampa Consorzio Asti
Sicuramente i nostri resilienti produttori di vino con l’aiuto del Consozio troveranno il modo di attraversare questa crisi come sempre ci hanno dimostrato di saper fare, nell’attesa di stappare le deliziose bollicine del 2025!