Il 19 febbraio 2024 ha segnato un momento significativo per il vino piemontese con l’inaugurazione ufficiale della nuova cantina di Emanuele Gambino a Costigliole d’Asti tra le Langhe e il Monferrato.

Quella di Emanuele Gambino, 41 anni, è una scelta di un ritorno alla terra: oggi anche lui è un viticoltore com’erano i nonni tra territori e luoghi di cui ama paesaggi, persone e tradizioni.
Emanuele ha intrapreso un percorso di valorizzazione dei vitigni locali e del territorio, utilizzando uve Barbera e Moscato, integrando un bianco da uve Sauvignon Blanc e continuando la coltivazione del Merlot ereditato dalle vigne del nonno. Oggi, dopo gli studi in giurisprudenza e anni di esperienza tra i filari, ha finalmente realizzato il suo sogno: una nuova cantina dove vinificare le sue uve e un wine relais tra le vigne per fare ospitalità enoturistica.

«Produco e vinifico personalmente le mie uve – dice l’imprenditore – con un occhio attento alla qualità, alla sostenibilità, e alla genuinità dei miei prodotti. Grazie ai miei nonni viticoltori, sin dalla mia infanzia ho vissuto l’atmosfera della vita contadina maturando la passione per la terra e per le cose semplici. Questi elementi mi hanno portato poi in età adulta, dopo un cambio radicale di vita lavorativa, a seguire il loro esempio».

L’inaugurazione con due masterclass di eccellenza
Per celebrare la nuova apertura, Emanuele ha invitato ristoratori, giornalisti e operatori di settore a trascorrere una giornata presso gli spazi accoglienti, luminosi e ben curati della nuova cantina. Due masterclass, svoltesi nelle incantevoli sale immerse tra i vigneti, con vista sul castello di Costigliole d’Asti, hanno permesso agli intervenuti di conoscere meglio i vini aziendali.

La prima, guidata da Gianni Fabrizio, noto critico del Gambero Rosso, dal titolo, “Confronto tra una selezione di referenze aziendali e alcuni vini francesi”, ha offerto spunti interessanti sulle affinità e le divergenze tra i vini piemontesi e quelli d’Oltralpe, mettendo in luce la qualità e l’unicità dell’azienda dell’astigiano.

Il dibattito con i ristoratori presenti ha portato un’ulteriore ventata di entusiasmo: i clienti italiani e stranieri che visitano la zona ordinano vini locali e amano la barbera. E questo fa tantissimo piacere!

Nel pomeriggio la sommelier Bianca Roagna ci ha condotti in un emozionante viaggio alla scoperta di 6 vini aziendali già disponibili sul mercato (ma ce ne sono altri in affinamento che presto usciranno, tra cui un Nizza Docg!).

Ecco i vini della cantina Emanuele Gambino degustati:
- Piemonte Doc Sauvignon 2021
Fresco, piacevole, dalle note di frutta esotica, fiori bianchi e erbe di campo. - Vino Bianco Biologico “Mo Frem” 2021
Un ottimo moscato secco affinato in acciaio. - Vino Bianco Biologico “Mo Frem”, quest’ultimo affinato in anfora
Il moscato dell’annata precedente è complesso, corposo, sa di frutta fresca matura, di pesche succose, è persistente e ricco. - Barbera D’Asti 2022
Giovane, croccante, fruttata, beverina. - Barbera D’Asti Superiore 2020
Dalla spiccata acidità, è scorrevole, energica, complessa. Una barbera veramente buona e che promette lunga vita. Mi azzardo a dire: da bere ora e da tenere e assaggiare anche tra 10 anni (se ne avanza)! - Piemonte Doc Merlot 2020
Le note erbacee caratteristiche del vitigno sono perfettamente integrate con le eleganti sensazioni di frutta e spezie. La freschezza che i terreni di queste zone vocate sanno portare nei vini ci regalano un merlot che non ti aspetti, dallo stile piemontese!

Gli interventi del produttore Emanuele e del suo enologo Claudio Dacasto, consulente di diverse importanti realtà piemontesi e nazionali, hanno offerto approfondimenti preziosi sulla filosofia produttiva e sullo stile dei vini.

Eleganti ed evocative le etichette
Una farfalla che vola su una vite con radici profonde: è l’immagine simbolo scelta per trasmettere la filosofia dell’azienda. Sta a rappresentare la cura che si ha nel creare un prodotto di altissima qualità, genuino e sincero, nel rispetto del consumatore e dell’ambiente.
«Fin dai primi passi mossi da viticoltore, ho deciso di convertire la mia azienda all’agricoltura biologica – spiega Gambino – Non si tratta di una scelta legata alla redditività, ma esclusivamente una scelta di rispetto per l’ambiente, per la terra e per le persone che vivono la mia realtà e che consumano i miei prodotti».
I vigneti sono lavorati secondo i dettami dell’agricoltura biologica senza l’uso di prodotti di sintesi e diserbanti, favorendo la biodiversità e l’equilibrio naturale.
Da oggi “cercate la farfalla” sugli scaffali delle vinerie!
Il MonVì Wine Relais
Il nuovissimo MonVì Wine Relais, annesso all’azienda vitivinicola, offre un soggiorno luxury tra i vigneti, dove la bellezza del paesaggio si fonde con l’eccellente proposta enologica.
Al taglio del nastro accanto a Emanuele erano presenti la moglie Silvia, mamma Patrizia Robino, papà Gianni, il vice presidente della Regione Piemonte Fabio Carosso, l’assessore regionale alla Sanità Luigi Icardi e il sindaco di Costigliole Enrico Cavallero con i suoi assessori.

Le vigne
Le vigne dell’azienda agricola Emanuele Gambino si trovano tra le Langhe e il Monferrato, territori Patrimonio dell’Umanità Unesco, in una delle zone più vocate per la produzione del vino. Costigliole d’Asti è una delle patrie della Barbera d’Asti, mentre Santo Stefano Belbo è da sempre la patria del Moscato d’Asti.
Sono circa 13 ettari tra le due tenute di Costigliole d’Asti e Santo Stefano Belbo, dove vengono coltivate con varietà autoctone – barbera, nebbiolo, grignolino, nebbiolo, moscato – e internazionali – sauvignon, merlot, chardonnay. Da una vigna storica di oltre 40 anni nascerà dalla vendemmia 2024 un Nizza docg. Emanuele segue e accudisce personalmente i vigneti in regime di agricoltura biologica.

Tenuta Piansrej – Santo Stefano Belbo
“An Piansrej” è il toponimo del luogo dove nasce la tenuta della famiglia Gambino, la cascina situata nello splendido anfiteatro delle colline delle Langhe di Cesare Pavese. Ci troviamo sotto la storica torre medievale di Santo Stefano Belbo e di fronte la collina di Moncucco, resa celebre dalla poesia di Pavese, “I mari del Sud”.
Acquistata dalla famiglia nel 2010, è stata ristrutturata nel 2012, attraverso il reimpianto dei vigneti, prediligendo la varietà moscato bianco di Canelli. In seguito è stata convertita al regime di agricoltura biologica, ottenendo la relativa certificazione nell’anno 2019.
Qui Emanuele produce l’uva moscato che dal 2020 viene anche utilizzata per la realizzazione del Mò Frem®.
Tenuta San Martino – Costigliole D’Asti
San Martino è il nome della frazione del Comune di Costigliole d’Asti in cui si trova l’azienda agricola. L’antico cascinale che ospita la cantina, e i vigneti, sono posizionati su una cresta che da un lato domina la valle Tanaro con i suoi bellissimi Castelli, e al contempo risulta essere incastonata in un anfiteatro di rara bellezza, costellato da chiesette e campanili tra i vigneti e le dolci colline del basso Monferrato astigiano.
«Non è raro godere di un bellissimo tramonto sulle Alpi, uno spettacolo da togliere il fiato» sottolinea Emanuele.
Acquistata nel 2016, la tenuta è stata rinnovata, con il parziale reimpianto dei vigneti. Ora dispone di circa 8 ettari piantati con varietà autoctone quali barbera, nebbiolo e grignolino, e con varietà internazionali quali merlot, sauvignon blanc e chardonnay. Siamo a 270 metri di altitudine e i suoli sono perlopiù composti da argilla e calcare.
I vigneti sono attualmente in conversione: la certificazione biologica arriverà con la vendemmia 2024.
La cantina: tra anfore di terracotta e botti di rovere
La cantina è stata realizzata nell’antico cascinale di Costigliole d’Asti, ristrutturato di recente, e può contare su attrezzature all’avanguardia.

Assistito dall’enologo Claudio Dacasto e dall’agronomo Roberto Abate, Emanuele realizza piccole produzioni di nicchia con attenzione alla tradizione e al legame con il suo territorio, con un’alta cura del dettaglio.
L’attività di vinificazione avviene in vasche di acciaio. Gli affinamenti vengono svolti in botti e tonneaux di rovere e in anfore di terracotta.
Info utili
Winery Emanuele Gambino – Strada San Martino 3, Costigliole d’Asti (AT).
Per chi desidera scoprire di più o pianificare una visita il sito emanuelegambino.com offre tutte le informazioni necessarie.
Un sentito grazie a Emanuele per l’accoglienza e all’Ufficio Stampa iShock di Fiammetta Mussio e Marianna Natale per avermi coinvolto in questa esperienza.