I 13 produttori dell’associazione EsCAMOtage: Aroma di un territorio, il 15 giugno 2024, si sono riuniti a Camo, nell’ex pinacoteca del Museo a Cielo Aperto, sulla cima della collina della frazione di Santo Stefano Belbo.

Una masterclass guidata dall’influencer Francesco Saverio Russo.
L’evento dedicato agli operatori e giornalisti del settore, realizzato con l’intento di presentare i vini dell’associazione – prodotti da uve moscato vinificato secco – e discuterne caratteristiche e prospettive future, si è svolto in collaborazione col comune di Santo Stefano Belbo e con il consorzio della Roccaverano Dop (che abbiamo abbinato golosamente ai vini).

“I sorì eroici di Camo e dei 51 comuni del Moscato d’Asti sono caratterizzati da forti pendenze, superiori al 50%; scorci magnifici di un paesaggio tutelato dall’Unesco dove il lavoro va fatto interamente a mano; dove le difficoltà di raggiungimento sono notevoli e la prestanza fisica richiesta per lavorarli necessaria.” racconta Francesco Bocchino, presidente dell’associazione e produttore di vini della cantina Tojo. “I risultati raggiunti giustificano i sacrifici e l’associazione EsCAMOtage, che sta concentrando gli sforzi sulla produzione di moscato in versione secca, ha lavorato in questi anni a un disciplinare di produzione che descrive i punti chiave di un prodotto che al momento esce ancora sotto la denominazione Piemonte Moscato Secco o come Vino Bianco. La speranza è quella di avere presto sul mercato una Doc Camo!”

Il disciplinare che hanno redatto i produttori abolisce il diserbo chimico in vigna e fissa anche un prezzo minimo per le bottiglie.
Questo è un altro moscato!
E la registrazione del marchio EsCAMOtage è distintivo di qualità, di rispetto per il territorio, di duro lavoro, di viticoltura eroica, di un vitigno che va valorizzato, di moscato secco.
I vini in degustazione
Lenonhard 2023 – Mongioia, Valdivilla
Naso meraviglioso! Albicocca, pesca bianca, salvia, buccia d’arancia, agrumi. Al sorso è cremoso e denso, sapido e dalla perfetta armonia. Il vitigno è riconoscibile. E questa è anche una scelta stilistica: l’affinamento in acciaio e anfore di ceramica vuole ulteriormente spingere sull’aromaticità, racconta Riccardo Bianco, che ha dedicato questa etichetta al figlio primogenito Leonardo, e ci lavora da 12 anni.
Piemonte Moscato Secco 2022 – Taverna, Neive
La scelta dell’enologo Saverio, a differenza del vino precedente, è ridurre l’aromaticità del vitigno e mantenere la parte balsamica, fruttata e mentolata. Affina in acciaio e svolge completamente la malolattica. È denso, cremoso, caldo e fruttato.
Mos23 2023 – Cascina Orizzonte, Castagnole Lanze
Enrico Dogliotti ha aperto la cantina con il suo socio Riccardo Rosso nel 2014. Le uve moscato provengono da una vigna vecchia sita a 330 metri di altitudine.
Il vino al naso è burroso, aromatico, intrigante, con suadenti aromi di pesca matura e frutta tropicale. Al palato è corposo, ricco e goloso. Affina in cemento sulle fecce fino a marzo.
Mo’ Frem 2021 – Emanuele Gambino, Costigliole d’Asti
Il moscato prodotto da Emanuele profuma di erbe aromatiche, fiori bianchi, nespole, agrumi e gesso. Al sorso è equilibrato, balsamico, cremoso, fresco. Affina 6 mesi sulle fecce fini e con tecnica Vinoxygen (tecnologia che permette di eliminare i travasi).
Mus 2021 – Quila, Santo Stefano Belbo
Al naso è burroso, fruttato, leggermente aromatico. Al sorso è denso, fresco, molto interessante. La scelta dell’enologo è quella di non spingere troppo sull’aromaticità, ma di rendere il vino corposo e complesso. Dopo una macerazione di 7 giorni sulle bucce, affina per un periodo in barrique di secondo passaggio.
Temperss 2022 – Tenuta Il Nespolo, Moasca
Fiori bianchi, eucalipto, rosmarino al naso. Il vino prodotto da Luca ha un sorso mentolato, armonico che chiude con interessante finale sapido.
Tei Mat 2022 – Cerutti, Perletto
Profuma di fieno, paglia, pesca bianca, melone e menta. Al palato è caldo, equilibrato, con una leggera nota di frutta secca sul finale.
Mosca Bianca 2020 – Guido Vada, Coazzolo
Guido Vada, lo ha chiamato Mosca Bianca per sottolineare quanto sia raro e insolito. Il motto sotto il logo, entrando in cantina da lui recita: “un altro moscato è possibile“. Ci crede. E ne ha ben donde.
Il vino che assaggiamo è complesso nei profumi; pesca bianca, note mentolate, erbe aromatiche si susseguono armoniosamente in un bouquet di grande eleganza. In bocca è cremoso, intenso, lungo. Il finale sapido gli dona carattere. Veramente molto buono!
Alma 2021 – Tojo, Santo Stefano Belbo
Francesco Bocchino raccoglie le uve per questo moscato dalla vigna piantata sulla collina Bauda, al confine tra Langhe e Monferrato.
Al naso si apre sulle note agrumate (lime e mandarino), floreali e di erbe aromatiche. Al palato è equilibrato, dalla slanciata freschezza e dalla buona sapidità.
Pina 2022 – Ugo Balocco, San Marzano Oliveto
Pesca bianca, agrumi, leggere note balsamiche al naso; per una bocca di ottima freschezza ed equilibrio. Grasso e gastronomico. Affina per un breve periodo in barrique in parte nuove e in parte usate.
Elicriso 2020 – Mattia Rivetti, Coazzolo
Si apre su note balsamiche e mentolate, prosegue sui fiori bianchi, paglia, gesso. Al sorso è denso, sapido, grasso e persistente. Chiude con una leggera nota ammandorlata. Affina per un anno in barrique rigenerate e sosta in bottiglia per ulteriori 12 mesi prima di essere messo sul mercato.
Finalmente 2020 – Cascina Lodola, Cossano Belbo
Intensi profumi di frutta bianca matura e frutta tropicale, mandorle e nocciole che anticipano una bocca sapida, densa, equilibrata. Estremamente interessante! Affina in barrique per un periodo.
Suggestioni 2018 – Sant’Anna dei Bricchetti, Costigliole d’Asti
Dulcis in fundo, Orsetta Barbero, unica donna accanto ai 12 colleghi uomini, propone una versione di moscato (l’annata più vecchia tra quelle in degustazione) dalle note iodate, gessose, minerali, di fiori bianchi, pesca e burro fuso. Al palato è grasso, denso, sapido e di ottima persistenza. Il retrogusto balsamico e agrumato chiude perfettamente. Affina in parte in acciaio e in parte in barrique.
Un’esperienza interessante, un nuovo modo di bere moscato.
Ci alziamo soddisfatti. Abbiamo apprezzato calici dove il vitigno principe dei queste colline è emerso valorizzato dalla vinificazione in secco.
Il prodotto è molto di nicchia al momento, ma vale assolutamente la pena assaggiarlo.
Proponiamolo, facciamone conoscere il valore. Abbiniamolo! A partire dall’aperitivo, con i primi piatti, con la cucina vegetariana e vegana e ancora con il sushi, con la cucina etnica speziata e piccante.

Cerchiamo il bollino tondo di esCAMOtage sulle bottiglie; apriamo la mente e iniziamo a sposare questi vini dall’ampio spettro di sensazioni olfattive a piatti diversi, anche complessi e con un’ottima aromaticità.
Un altro moscato è possibile!










