Intervista per la guida Slow Wine, edizione 2026.
Agosto 2025, dal cru Monvigliero, azienda Diego Morra, Verduno (CN)
«Dal 2006 ho iniziato a produrre vino e sono la prima generazione da vitivinicoltore, mentre la mia famiglia — genitori e nonni — ha sempre venduto uva. Dopo gli studi ho visto questi grappoli di nebbiolo così belli e così perfetti, e ho deciso di iniziare a vinificare.» racconta Diego, titolare dell’azienda Diego Morra «Ci troviamo nella nostra menzione del cuore, Monvigliero, dove abbiamo anche l’azienda.

Il nostro logo nasce dalle tre M che rappresentano la famiglia Morra, la cascina Mosca e la menzione Monvigliero.
Queste tre M, disposte sull’etichetta, formano un triangolo che richiama la V di Verduno. La nostra sede è a Verduno, il paese più a nord della zona del Barolo: 550 abitanti, un territorio che va dai 200 ai 400 metri sul livello del mare, con microclimi e suoli molto diversi.
Abbiamo sette menzioni di nebbiolo da Barolo nel comune di Verduno, che vinifichiamo separatamente per capire cosa ciascuna possa esprimere in purezza.

Attualmente rivendichiamo due menzioni in etichetta: Monvigliero e San Lorenzo di Verduno. Realizziamo poi il Barolo del Comune di Verduno, ottenuto dall’unione di più menzioni, e un ulteriore Barolo classico, lo Zinzasco, blend di due territori: Verduno e La Morra.

Una scelta per noi importante riguarda il vetro: usiamo l’Albeisa classica, ma appena termineremo le scorte introdurremo l’Albeisa leggera. È stata un’idea vincente del consorzio e della vetreria: stessa forma iconica, ma molto più sostenibile, con oltre 100 grammi in meno per bottiglia. Su un bancale di 600 bottiglie significa 60–70 kg di peso in meno, un beneficio per noi, per la logistica e soprattutto per l’ambiente.»
