Articolo di Marianna Natale.
Da diversi anni seguo da vicino guide e concorsi enologici: iscrizioni, invio di campioni, selezioni, confronti. Ho visto nascere guide, chiudersi concorsi, ripartirne altri. Stando dentro ai meccanismi, è evidente come stia cambiando la logica del giudizio.
Si ripete spesso che ormai i vini davvero “cattivi” non esistono più: la qualità media è alta, molti vini sono ottimi, alcuni eccellenti.
La domanda, allora, è un’altra: che cosa premiano, oggi, guide e concorsi?
Nell’ultimo biennio è emersa la tendenza a creare una sorta di sovracategoria che supera i riconoscimenti classici.
Alcuni esempi:
Nella guida Slow Wine 2026 ci sono 242 Chiocciole (le cantine, buone pulite e giuste che incarnano i valori di Slow Food) 188 Bottiglie (le cantine i cui vini esprimono un’eccellente qualità organolettica) 49 Monete (le cantine i cui vini hanno un ottimo rapporto qualità-prezzo) e non mancano i premi ai vini: Top Wine, Vino Slow e Best Buy.

Gambero Rosso, oltre ai Tre Bicchieri, ha introdotto una sezione dedicata ai Vini Rari, selezionati per le loro caratteristiche uniche o per la loro capacità di rappresentare territori specifici; sempre al’interno dell’universo Gambero Rosso, la guida Berebene valorizza il rapporto qualità-prezzo.
Il Seminario Permanente Luigi Veronelli ha aggiunto alle storiche stelle d’oro, le Stelle Polari, nuovo e più alto riconoscimento introdotto nella Guida Oro 2026 e riservato ai 30 vini italiani con un punteggio di 97/100 o superiore; questo premio, presentato ufficialmente il 13 novembre 2025, è assegnato a vini che rappresentano l’eccellenza assoluta e l’altissima espressività enoica.
Bibenda ha individuato quest’anno per la prima volta “i dieci migliori vini d’Italia” “oltre” i cinque grappoli (che si sono aggiudicati 764 vini).
Vinibuoni d’Italia ha reso molto articolato il sistema delle Corone.
Vitae dell’Associazione Italiana Sommelier ha creato quattro sezioni speciali da 100 etichette ciascuna (Grandi Vini, Vini di Territorio, Vini Innovativi, Vini Valore/Prezzo): veri percorsi di lettura della produzione nazionale che permettono di dare spazio a etichette diverse, andando oltre “i soliti noti”.
Un panorama sempre più segmentato e complesso, che richiede attenzione continua per essere decifrato.
Ma il punto è chiaro: le guide non si limitano più ad assegnare punteggi e classificare.
Cercano di cogliere sfumature, identità, accessibilità, scelte stilistiche, unicità, novità: in un mondo dove la qualità è ormai diffusa, il vero discrimine non è quanto un vino “valga”, ma quale storia riesca a portare con sé.
Interviste per la guida Slow Wine a cura di Marianna Natale

Marianna Natale è giornalista e comunicatrice specializzata nel settore enogastronomico; WSET level 2, sommelier Ais, Donna del Vino, collabora con testate locali e nazionali.





