Paolo Porfidio, enologo, sommelier e comunicatore del vino, dopo aver collaborato con alcune tra le più importanti cantine italiane, si dedica ora completamente alla sommellerie e alla comunicazione. Ha lavorato in importanti realtà della ristorazione, prima a Londra e poi a Milano, fino al suo arrivo a Terrazza Gallia. Coordinatore ASPI per Milano e provincia e docente presso l’Università IULM e Università Cattolica del Sacro Cuore, più volte premiato negli anni come migliore sommelier d’Italia, dal 2022 è anche produttore di vino in Toscana. Ha ideato e cura Wine List Italia, edita da MWW media – Vendemmie.
Ad Asti, per il Barbera Wine Festival, sarà presente il 15 settembre a Palazzo Alfieri per la masterclass dal titolo “Declinazioni di Barbera: la versatilità di un grande vitigno”.

Qual è il suo punto di vista sul vitigno barbera e sul vino Barbera d’Asti in particolare?
“Considero il vitigno barbera una delle gemme più preziose del patrimonio vitivinicolo italiano. Questo vitigno ha un’immensa espressività del territorio in cui viene coltivato, con una personalità che varia sensibilmente in base al terroir. Un vitigno molto versatile anche in fase di vinificazione e affinamento. Tema che tratteremo durante la masterclass. Quello che apprezzo particolarmente della Barbera d’Asti è la sua capacità di essere un vino che definirei “democratico”: adatto sia al consumo quotidiano che alle occasioni speciali. Può essere gustato giovane, quando offre una freschezza irresistibile, oppure dopo alcuni anni di affinamento, quando svela sfumature più complesse e raffinate”.
Ha qualche ricordo in particolare che la lega alla Barbera d’Asti?
“I miei ricordi più belli sono legati alle visite e degustazioni direttamente sul territorio. Il mio primo approccio con questo vino fu durante i miei studi universitari, grazie ai vini di Giacomo Bologna – Braida e i racconti di sua figlia Raffaella Bologna. Ricordo che dopo una degustazione con lei a Milano presi la macchina per partire, senza pensarci due volte, alla scoperta della cantina a Rocchetta Tanaro e poter approfondire quella realtà così affascinante. Fu un vero colpo di fulmine”.
Come immagina la Barbera d’Asti tra dieci anni?
“I produttori hanno capito il valore della Barbera e hanno iniziato a scommetterci seriamente. Penso che la strada sia quella giusta per affermare la fama che questo vino merita, sulle tavole più importanti al mondo”.
Declinazioni di Barbera: può darci qualche anticipazione sulla sua masterclass?
“La masterclass vuole sottolineare la grande versatilità che, grazie alle caratteristiche intrinseche, questo vitigno è capace di regalare al consumatore. Andremo ad approfondirne le peculiarità e ne apprezzeremo le diverse declinazioni enologiche. Dalla bollicina al vino rosso più strutturato. Questo aspetto penso sia fondamentale e altamente attuale, in un mercato così ampio e sempre più attento alla ricerca. Una masterclass adatta sia a un pubblico professionale, sia al consumatore appassionato che vuole capire di più di questo vitigno autoctono, semplice e complesso allo stesso momento”.

Marianna Natale è giornalista e comunicatrice specializzata nel settore enogastronomico; WSET level 2, sommelier Ais, Donna del Vino, collabora con testate locali e nazionali.