La Cantina Vecchia di Alice diventa super centro di lavorazione per il Moscato bianco. Paolo Ricagno: «Proiettati verso il futuro». Annunciata stretta sinergia con Cantina Nizza.
Un polo da 170 mila ettolitri per la lavorazione e lo stoccaggio del mosto da uve moscato bianco che servono per fare l’Asti Spumante e il Moscato d’Asti; una cantina che guarda al futuro con investimenti in nuovi macchinari e azioni di sostenibilità aziendale e nuove sinergie di territorio con altre realtà cooperative.

Questi in sintesi i temi su cui si è concentrata l’inaugurazione ufficiale di due nuove celle frigo del 29 giugno, alla Cantina Sociale Vecchia Alice Nel Colle e Sessame di cui è presidente Paolo Ricagno, anche presidente del Consorzio Vini d’Acqui che tutela e promuove il Brachetto d’Acqui.
Lavorazione e stoccaggio di uve moscato con capienza da 170mila ettolitri
Ricagno, insieme ai sindaci Gianfranco Martino, Alice Bel Colle, e Sandra Balbo, Fontanile la cui Cantina è stata assorbita due anni fa dalla cooperativa alicese, ha tagliato il nastro delle due nuove celle frigo che portano a 170 mila ettolitri totali la capienza per la lavorazione e lo stoccaggio delle uve moscato bianco, tutto alimentato da pannelli fotovoltaici.

Prende il via la collaborazione tra la Vecchia Cantina di Alice e la Cantina di Nizza
«Siamo il centro più importante della regione in fatto di uve aromatiche» ha detto Ricagno. Poi ha annunciato l’avvio, per la vendemmia 2025, di una stretta collaborazione con Cantina di Nizza per la lavorazione delle uve barbera che, se confermata, porterebbe a un affitto di ramo d’azienda già nel 2026 con ad Alice Bel Colle la lavorazione di uve per vini aromatici e bianchi e a Nizza Monferrato quella delle uve barbera.

Infine qualche dettaglio tecnico.
Alla Cantina Vecchia Alice Bel Colle e Sessame sono stati inaugurati e presentati macchinari in grado lavorare 300 quintali l’ora di uva per una prima sanificazione dei grappoli e in grado di avviare 7 mila quintali giornalieri di uva alla pigiatura e allo stoccaggio portando, in 24 ore, il prodotto da +28 gradi a -2 gradi centigradi.
Particolare non da poco in un momento climatico con la vendemmia che spesso si svolge con temperature che sfiorano e a volte oltrepassano i 30 gradi.
Paolo Ricagno ha ricordato che: «Si tratta di risultati operativi importanti, soprattutto se riferiti alla produzione di Asti Spumante e Moscato d’Asti, dove è basilare che siano garantiti, attraverso una catena del freddo efficiente, veloce e tecnologicamente avanzata, la sanità e le caratteristiche organolettiche delle uve».

Fonte Filippo Larganà