L’Alta Langa Docg Extra Brut Biologico 2019 è la nuova cuvée di Alta Langa DOCG che la cantina Cocchi di Cocconato (AT) presenterà in anteprima a Vinitaly 2024 nello stand Q3 del padiglione 10.

Uno spumante metodo classico millesimato, affinato 46 mesi sui lieviti, prodotto con uve biologiche in blend (50% Pinot nero e 50% Chardonnay).
Il Pinot nero e lo Chardonnay hanno origine in una sola vigna dal territorio di Monforte d’Alba, dove fattori come le terre bianche, i suoli calcarei e asciutti prevalentemente marnosi, l’esposizione a ovest, l’altitudine cooperano per esprimere un frutto particolarmente sano.
Del millesimo 2019 sono state prodotte 12.700 bottiglie e 400 magnum.
“Abbiamo dato vita a questa cuvée per ricercare l’adattabilità del territorio della denominazione Alta Langa a una coltivazione biologica e individuare una zona più vocata a questa scelta. Il vigneto da cui proviene questa cuvée si è rivelato idoneo a produrre uve di qualità, seppure con quantitativi ridotti” ha spiegato Giulio Bava, enologo di Cocchi.
Note di Degustazione
- Aspetto: luminoso e brillante, con riflessi tendenti al verdolino.
- Naso: elegante, si apre con profumi di fiori bianchi, gelsominio, sensazioni minerali e agrumate.
- Palato: il sorso è cremoso, dalla bolla estremamente fine, e dalla lunghissima persistenza acida. Avvolgente, dritto e senza orpelli, dal perfetto equilibro che riflette l’attenta vinificazione e il lungo affinamento sui lieviti. Decisamente gastronomico.
Qualche nota di vinificazione
- La pressatura delle uve e la fermentazione delle diverse frazioni avviene separatamente per le due varietà in tini d’acciaio senza l’utilizzo di legno.
- La formazione della partita finale tiene conto solo delle migliori frazioni fermentate e decantate a freddo, senza l’ausilio di chiarificanti.
- Il tiraggio delle bottiglie in assaggio, avvenuto il 22 maggio 2020, è la fase dell’imbottigliamento del vino base a cui vengono aggiunti zucchero e lieviti biologici, responsabili della presa di spuma, durata un mese e mezzo.
- Il lento ciclo di maturazione sui lieviti e l’affinamento di questa cuvée biologica si è protratto fino al dégorgement della partita, avvenuto 46 mesi dopo: il 19 marzo 2024.
Questo spumante, tra i primi bio della denominazione, è un extra brut, senza ulteriori zuccheri aggiunti.
Prosegue Giulio Bava: “L’Alta Langa DOCG Extra Brut Biologico 2019 è una nuova scommessa su una denominazione su cui abbiamo creduto e investito fin dagli esordi, e che con energia abbiamo sostenuto. La lunga storia di Cocchi è costellata di importanti primati all’interno dell’appellazione: Cocchi fu tra i primi produttori a credere nelle Alte Bollicine Piemontesi, tanto che oggi, nei nostri archivi, sono conservate due intere decadi in magnum da degustare, da quando “Alta Langa” era poco più che un sogno, un progetto e un marchio, non ancora una denominazione“..

Cocchi è stata la prima cantina in assoluto a proporre un vino Alta Langa da sole uve Chardonnay (Bianc ‘d Bianc, primo millesimo 2000), la prima a proporre un vino rosato (Rösa, primo millesimo 2000) e, nel 2019, persino la prima a lanciare una Grappa di Alta Langa.
“Ancora oggi per Cocchi è un punto d’orgoglio la fedeltà piena alla denominazione, la perfetta rispondenza a un disciplinare particolarmente rigoroso, che consente di produrre solo vini millesimati, espressione cioè di una sola vendemmia che viene riportata in etichetta; un disciplinare che richiede per questo metodo classico non meno di 30 mesi di affinamento, e Cocchi fa anche di più, uscendo sul mercato con cuvée che hanno riposato sui lieviti almeno un anno in più, oltre i 30 mesi previsti, come avviene oggi con questa cuvée bio, 46 mesi sui lieviti“.
In assaggio a Vinitaly 2024 anche
- Alta Langa DOCG Totocorde Brut 2018 (80% Pinot nero, 20% Chardonnay);
- Alta Langa DOCG Bianc ‘d Bianc Brut 2018 (100% Chardonnay);
- Alta Langa DOCG Rösa Brut 2019 (100% Pinot nero);
- Alta Langa DOCG Pas Dosé 2017 (100% Pinot nero).
Negli assaggi di Cocchi si degustano grandi vini d’affinamento, spesso vere e proprie sfide al tempo, risultato di un savoir faire secolare, del rispetto del metodo, del valore insostituibile della storia, della ricerca dell’eccellenza e del profondo rispetto per un territorio unico e ancora tutto da scoprire, quello delle terre alte di Langa.

Cocchi fu tra i promotori, già dalla fine del secolo scorso, di quel “Patto tra gentiluomini” che contribuì a rendere così apprezzata la denominazione in Piemonte: un patto che riconosce alle famiglie di viticoltori il ruolo di custodi delle tradizioni e presidio del territorio. Dai viticoltori locali, che restano così proprietari delle loro terre, Cocchi continua ad acquistare le uve, onorando a distanza di più di due decadi quello stesso patto.
Fonte Ufficio Stampa Cocchi