
La tavola rotonda di Changes “Lange (NOT) for sale” sul tema del valore della comunità e dell’identità dei territori vitivinicoli, condotta dalla giornalista Valeria Ciardiello, si è svolta nella sala conferenze di OGR a Torino il 29 gennaio, durante l’evento Grandi Langhe 2024.

Hanno partecipato il Presidente del Consorzio di Tutela Barolo Barbaresco Alba Langhe e Dogliani Matteo Ascheri, Massimo Romani – Amministratore Delegato di ARGEA, Francesco Mulargiu dell’Associazione Vini Mamoiada e Massimiliano Cattozzi, Responsabile Direzione Agribusiness Intesa Sanpaolo.

“Non è possibile pensare a uno sviluppo e una crescita – ha detto Matteo Ascheri – che non passi da un mantenimento dei valori distintivi e della qualità che hanno reso le Langhe, nel corso dei decenni, un’eccellenza.
Se penso al domani immagino più che una crescita, in termini di produzione, un incremento della qualità, fatta dalle persone, dalle cantine e dai valori.
Non è possibile fare paragoni con altri territori in termini di modello di sviluppo. Contano le persone, le loro tradizioni e le loro storie.
È questo il patrimonio che dobbiamo passare alle future generazioni per poter garantire loro un domani di prosperità”.

Il fenomeno degli investimenti esterni va dunque monitorato e deve essere fornito, come ha sottolineato Massimiliano Cattozzi di Banca Intesa, un supporto adeguato alle aziende e ai loro proprietari che si trovino ad affrontare nuovi investimenti o a valutare la cessione della propria attività.
“Il modello che riteniamo vincente – ha dichiarato Massimo Romani – è quello di un corretto mix fra investimenti esterni, fatti però nella logica di continuità e di un coinvolgimento diretto delle ex proprietà e un tessuto di aziende, spesso famigliari, che mantengano inalterato il tessuto sociale e di valori. Una convivenza di anime che possono garantire il miglior futuro ai territori”.
Territori anche di dimensioni e capacità produttive diverse come quello di Mamoiada nel nuorese “Solo dal 2000 abbiamo iniziato l’imbottigliamento dei nostri vini e oggi la nostra associazione conta 40 produttori che hanno sottoscritto un disciplinare di tutela – ha dichiarato Francesco Mulargiu – per valorizzare il prodotto e il lavoro di chi ha scelto di promuovere la nostra realtà. In questo ci sentiamo un po’ simili, con i debiti paragoni, alle Langhe, perché la passione e l’attaccamento al nostro tessuto sociale è lo stesso che ho trovato visitando le cantine langarole e quello che penso sia il plus che alla fine fa la differenza anche nel vino e nel modo di raccontarlo e viverlo”.

Valorizzare e salvaguardare l’identità territoriale per mantenere un patrimonio unico e distintivo della cultura contadina e imprenditoriale. “Per noi è motivo di orgoglio contribuire alle riflessioni avviate – ha detto nel suo intervento Massimiliano Cattozzi, responsabile Direzione Agribusiness Intesa Sanpaolo – che hanno a cuore le Langhe e le proprie produzioni di indiscussa eccellenza, vanto per il nostro Paese. Una riflessione sul futuro di questo territorio che attraverso la Direzione Agribusiness, rete nazionale dedicata da Intesa Sanpaolo all’agricoltura e interlocutore qualificato per il settore, si può concretizzare in una consulenza mirata anche in merito al ruolo che le nuove generazioni del vino devono assumere per rispettare le tradizioni e cogliere le opportunità della finanza d’impresa tra transizione digitale, ecologica e di sostenibilità del business”.

Grandi Langhe è promosso dal Consorzio di Tutela Barolo, Barbaresco, Alba, Langhe e Dogliani e dal Consorzio Tutela Roero – con il supporto di Regione Piemonte e il sostegno di Intesa Sanpaolo.
Fonte ufficio stampa Changes